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pubblicato il 14/mar/2014 17:23

Lavoro: Ui Torino propone salario minimo legale

(ASCA) - Torino, 14 mar 2014 - Un salario minimo legale. E' quanto propone l'Unione industriale di Torino, attraverso il suo direttore Giuseppe Gherzi, per allineare il nostro paese all'esperienza dei maggiori paesi europei. Con l'obiettivo di alzare sempre piu' la quota di salario variabile e agganciarla alla produttivita', sgravando quindi le imprese da un appesantimento costante del costo del lavoro. ''Oggi abbiamo il 60% dei lavoratori europei che hanno il salario minimo legale e dal prossimo anno, quando lo avranno anche i tedeschi la quota salira' ad oltre l'80% - spiega Gherzi nel convegno svoltosi oggi a Torino su questo tema e che ha messo a confronto imprese e sindacati - . Penso che si debba introdurre questo strumento anche da noi perche' l'attuale sistema che regola la contrattazione non ha dato i risultati che speravamo, nel senso che a differenza degli altri paesi dove la retribuzione e' salita di pari passo insieme alla produttivita', in Italia i salari sono cresciuti e la produttivita' e' scesa'': Il raffronto con la Germania e' indicativo: dal 2000, dice l'Unione industriale di Torino, la produttivita' e' aumentata del 35,8% i salari del 32,5%.

Nello stesso periodo in Italia la produttivita' e' salita del 7,3% e i salari del 48,3%. ''Cosi' non si puo' andare avanti'', dice Gherzi. Negli ultimi dieci anni le imprese hanno subito l'aumento dei costi per unita' di prodotto comprimendo i margini di tre punti, sottolinea l'Ui.

''Quindi bisogna introdurre sistemi alternativi - aggiunge Gherzi -: la contrattazione nazionale per chi vuole seguire la contrattazione nazionale; la contrattazione aziendale per chi vuole fare la contrattazione aziendale, non due livelli che si sommano, ma due livelli alternativi. Il salario minimo aziendale - afferma Gherzi - e' un pavimento al di sotto del quale anche chi fa contrattazione aziendale non puo' scendere''. Un modo per frenare, spiega il dirigente confindustriale, lavoro nero e lavori sottopagati perche' entrerebbe in campo una legge con sanzioni piu' pesanti. Ma l'obiettivo sostanziale e' quello di portare il baricentro della contrattazione sempre piu' vicino all'azienda, magari alleggerendo fiscalmente - eventualmente anche a livello nazionale - tutto quanto e' contrattazione, perche' ''soltanto nelle aziende si puo' misurare questo scambio tra produttivita' e salario mentre questo non succede nel contrato nazionale dove i salari salgono anche piu' dell'inflazione e la produttivita' scende'', dice Gherzi.

''Vogliamo assumerci le nostre responsabilita' - dice il segretario generale Uiltec Paolo Pirani - i salari devono aumentare nel momento in cui aumenta la produttivita' e si produce ricchezza''. Il fatto e', spiegano in Unione industriale, che oggi la contrattazione aziendale e' diffusa soltanto in un terzo delle imprese (che rappresentano il 70% dei dipendenti) e mediamente ha pochissimo margine da contrattare, non piu' del quattro per cento del salario. In Skf dove questa tendenza e' invece piu' sviluppata, sottolinea , Giuliano Viani leader della Fali sindacato leader nel gruppo leader nei cuscinetti a sfera, si arriva pero' anche al 25%. '' La svolta - sottolinea il giuslavorista ed ex ministro Tiziano Treu- deve arrivare grazie al migioramento dei fattori produttivi, con investimenti innovazioni dalla parte delle imprese e retribuzioni piu' intelligenti, legate alla produttivita'. Un salario minimo - prosegue - serve per dare una rete di protezione base, che garantisce che non ci siano lavoratori poveri. Se si stabilisce a un livello ragionevole questo non contrasta con la contrattazion nazionale, la Germania e' un caso tipico, ma cosi' anche l'Olanda e la Francia''. Una tesi che pero' non trova tutti i sindacati d'accordo che anzi temono uno svuotamento della contrattazione nazionale.

Alberto Tomasso, segretario piemontese della Cgil, immagina una semplificazione del sistema contrattuale a livello nazionale che pero' verrebbe messa a rischio da questa proposta: ''il salario minimo legale rischia di diventare il salario minimo dei contratti e quindi un'operazione subdola per cancellare questo livello contrattuale''. Lo ribadisce Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl ''Non possiamo rinunciare a un sistema di contrattazione nazionale: c'e' il problema di favorire il secondo livello, ma l'intervento di legge sul salario minimo se lo facciamo troppo alto uccidiamo i contratti nazionali e ci verrebbe a mancare il caposaldo su cui ricostruire un sistema di regole.

Se lo facciamo troppo basso, rischia di non servire a meno che non venga gestito per risolvere quelle parti del mercato del lavoro che non sono raggiunte dal contratto. Ma se troppo basso rischia di essere inutile anche per quelle aree.'' Il livello di retribuzione minima, accennano i relatori, dovrebbe comunque essere superiore a quello della media pensionistica, 800-900 euro. Fiat sembra guardare con distacco il confronto anche perche' la sua strada e gia' stata imboccata. Ed e' ''irreversibile'' sottolinea il responsabile delle relazioni sindacali Pietro De Biasi. Le nuove organizzazioni del lavoro, spiega, richiedono regole ''tailor made'', su misura, e risposte immediate alle sollecitazioni. E poi naturalmente esigibilita' degli accordi. ''La Fiat - dice De Biasi - ha valutato che non c'erano risposte adeguate nel sistema contrattuale vigente, con il doppio livello strutturato dagli accordi interconfederali''. Cosi' ha preso la sua strada che, seppur passata sotto traccia, e' una strada fortemente partecipativa, ha osservato, dove ''e' contrattualizzata l'organizzazione del lavoro proprio perche' e' una necessita' intrinseca avere una condivisione immediata e completa di quel titpo di scelta'' in cui ''i sindacati aderiscono al modello organizzativo e non solo a una regolamentazione astratta come e' nel contratto nazionale .

E a chi obiettasse che questo tipo di organizzazione aumenta lo sfruttamento e aumentano i ritmi di lavoro, - conclude De Biasi - basta che qualcuno vada a vedersi lo stabilimento di Pomigliano o di Grugliasco e trovera' la migliore risposta''.

eg/sam/rob

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