mercoledì 22 febbraio | 05:49
pubblicato il 20/feb/2012 05:10

Lavoro/ Totem e tabù nella trattativa; Camusso tira il freno

Al Ministero del Lavoro si stringe su cigs e art.18

Lavoro/ Totem e tabù nella trattativa; Camusso tira il freno

Roma, 20 feb. (askanews) - "L'intesa sul mercato del lavoro a fine marzo? Dire che siamo vicini è un po presto". Ha gettato acqua sul fuoco degli entusiasmi la segretaria della Cgil Susanna Camusso intervistata da Fabio Fazio per "Che tempo che fa", in vista dell'incontro di oggi al Ministero del Lavoro che dovrebbe "stringere" sui temi caldi del superamento della cassa integrazione straordinaria e dell'articolo 18, che prevede il reintegro nel posto di lavoro dei lavoratori licenziati senza giusta causa nelle imprese sopra i 15 dipendenti. Nel frattempo, tutti i protagonisti della trattativa e della politica si sono "posizionati", accentuando i problemi all'interno del Pd. Se il segretario Bersani da Napoli aveva detto che è inutile parlare di articolo 18 - su cui sono possibili solo "piccoli aggiustamenti" - perchè "non ho mai incontrato un imprenditore che non investe per l'articolo 18", ieri in un'intervista a Repubblica l'ex segretario Veltroni gli ha risposto che non bisogna regalare il Governo Monti, che è un Governo riformista, alla destra: per questo, "basta tabù sull'articolo 18". Più facile la posizione del Terzo Polo e del Pdl: sia Casini sia Berlusconi hanno esortato il Governo a procedere rapidamente e l'ex ministro Sacconi ha aggiunto malizioso: anche senza l'accordo di tutti i sindacati. Intanto l'Idv ha presentato una mozione per confermare l'articolo 18. Appaiono divisi anche i sindacati: la Camusso ha confermato che la cassa straordinaria e l'art.18 non si possono toccare e che sarebbe bello poter varare un salario minimo per tutti i disoccupati, ma per ora non ci sono le risorse tanto che bisognerebbe dedicare questo scopo o una nuova patrimoniale o i proventi della lotta all'evasione fiscale. Bonanni della Cisl e Angeletti della Uil sembrano più disponibili a sperimentare formule innovative sull'art.18, come la sua eliminazione per le imprese che stabilizzano i precari o per i nuovi "contratti d'inserimento" triennali a tutele crescenti.

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