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pubblicato il 23/mar/2012 21:05

Lavoro/ Pdl contro scelta ddl. La Russa: Convocare partito

Ma si pensa a 'sfruttare' scontro per amministrative e Rai

Lavoro/ Pdl contro scelta ddl. La Russa: Convocare partito

Roma, 23 mar. (askanews) - A gridare più forte è Ignazio la Russa. Che non soltanto definisce "molto grave" la decisione del Consiglio dei ministri di varare la riforma del lavoro attraverso un disegno di legge anziché un decreto, ma chiede anche che venga convocato al più presto un Ufficio di presidenza del Pdl. In effetti è un po tutto il partito a puntare il dito contro la decisione di Monti: anche il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto dice di 'dissentire' dalla scelta e prospetta un confronto talmente "serrato" in Parlamento da poter avere esiti "imprevedibili". Ma a ben vedere gli accenti sono diversi e si passa da quelli più coloriti degli ex An, da sempre in sofferenza rispetto ai tecnici, ai toni meno barricaderi del segretario Angelino Alfano. "A suon di minacce - ha sottolineato - non si va da nessuna parte. Noi teniamo al Parlamento e lo vogliamo tenere sempre aperto perché, è lo strumento della democrazia. Ciò detto le modifiche in Parlamento non possono essere di un solo colore". Come a dire che se si tocca l'articolo 18 allora bisogna riparlare anche della flessibilità in entrata. Lo stesso Silvio Berlusconi - viene riferito - avrebbe voluto un decreto anche perchè - è una sua vecchia battaglia - a suo giudizio i provvedimenti entrano in Parlamento che sono un purosangue e ne escono che sono 'ippopotami'. Il fatto, però, è che nel Pdl già da qualche giorno avevano 'metabolizzato' la possibilità che il Cdm avrebbe scelto la strada del disegno di legge invece che quella, finora assolutamente privilegiata, del decreto. Insistere nella richiesta di un dl, dunque, non era solo una scelta politica ma anche tattico-propagandistica: le amministrative d'altra parte sono alle porte e inoltre, fa capire un dirigente, adesso è più facile 'giustificare' richieste sul fronte Rai e giustizia. Ora l'orientamento del Pdl è quello di insistere per una rapida approvazione del ddl, ovviamente senza cambiamenti. O in alternativa di avere un bilanciamento delle modifiche che venga incontro alle piccole e medie imprese e intervenga sulla flessibilità in entrata anche perchè, spiegano, non si può far passare l'idea che il Pd ha ottenuto questa vittoria mentre e il Pdl se ne sta zitto.

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