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pubblicato il 28/ago/2014 14:05

Lavoro: Istat, salari ai minimi storici. Sale attesa rinnovo contratti

(ASCA) - Roma, 28 ago 2014 - Salari ai minimi storici e sempre piu' attesa per il rinnovo dei contratti. E' la fotografia che emerge dagli ultimi dati sul mercato del lavoro diffusi oggi dall'Istat, secondo il quale a luglio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie e' rimasto invariato rispetto al mese precedente ed e' aumentato dell'1,1% nei confronti di luglio 2013.

Si tratta della crescita annua piu' bassa dal 1982, ossia da 32 anni.

Complessivamente, nei primi sette mesi del 2014 la retribuzione oraria media e' cresciuta dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2013.

Quanto ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,4% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,1%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%) ed estrazione minerali (2,9%). Si registrano variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione e una variazione negativa nel settore dei trasporti, servizi postali e attivita' connesse (-0,3%).

Nel mese di luglio la quota di dipendenti in attesa di rinnovo per l'insieme dell'economia e' pari al 59%, in diminuzione rispetto al mese precedente (61,4%), ma i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 31 in aumento rispetto allo stesso mese del 2013 (25,8).

L'attesa media calcolata sul totale dei dipendenti e' di 18,3 mesi, in crescita rispetto ad un anno prima (13,6).

Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo e' pari al 47,%, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente (50,1%) e in decisa crescita rispetto a luglio 2013 (38,9%). Per lo stesso settore i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 16,1, mentre l'attesa media e' di 7,5 mesi considerando l'insieme dei dipendenti del settore.

Alla fine di luglio i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 41,0% degli occupati dipendenti e corrispondono al 38,9% del monte retributivo osservato.

red/int

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