martedì 17 gennaio | 03:53
pubblicato il 11/apr/2013 11:32

Lavoro: Istat, cresce il numero degli inattivi. Quasi 3 mln nel 2012

Lavoro: Istat, cresce il numero degli inattivi. Quasi 3 mln nel 2012

(ASCA) - Roma, 11 apr - Cresce il numero di persone senza lavoro in cerca di occupazione in Italia. Nel 2012 - secondo gli indicatori complementari al tasso di disoccupazione diffusi dall'Istat - gli inattivi disponibili a lavorare sono 2 milioni 975 mila, 78 mila in piu' (pari a +2,7%) rispetto al 2011. La quota di questi inattivi sulle forze di lavoro, stabile all'11,6% in confronto a un anno prima, e' oltre tre volte superiore a quella media europea (3,6%).

In Italia, gli inattivi disponibili a lavorare sono piu' numerosi dei disoccupati in senso stretto (quasi tre milioni contro circa 2 milioni 700 mila), mentre nella media europea si verifica l'opposto: i disoccupati (circa 25 milioni) sono piu' del doppio di questo segmento di inattivi (8 milioni e 800 mila). All'interno di questo gruppo di inattivi gli scoraggiati, cioe' quelli che dichiarano di non aver cercato lavoro perche' convinti di non trovarlo, sono 1 milione 300 mila, il 43% del totale.

Per quanto riguarda gli inattivi che cercano lavoro, ma non sono subito disponibili a lavorare, nel 2012 questo gruppo conta 111 mila individui, 7 mila in meno rispetto a un anno prima (-6,1%). Essi rappresentano lo 0,4% delle forze di lavoro in Italia e lo 0,9% nell'Unione Europea. La somma degli inattivi disponibili a lavorare e degli inattivi che cercano ma non disponibili rappresenta le cosiddette ''forze di lavoro potenziali'' che, nel 2012 ammontano a 3 milioni 86 mila.

Sommando le forze di lavoro potenziali ai disoccupati si ha la misura delle persone potenzialmente impiegabili nel processo produttivo: si tratta di 5 milioni 831 mila persone nel 2012. Negli ultimi cinque anni alla contestuale crescita delle persone in cerca di occupazione (da 1 milione 506 mila del 2007 a 2 milioni 744 mila del 2012), si accompagna l'aumento delle forze lavoro potenziali (+403 mila unita').

Considerando i sottoccupati part time, sempre nel 2012, sono 605 mila, 154 mila in piu' rispetto al 2011 (+34,1%): essi rappresentano il 2,4% delle forze di lavoro.

Nell'Unione Europea l'incidenza e' pari al 3,8%. In confronto a cinque anni prima, i sottoccupati part time aumentano di 241 mila unita' (+66,1%, rispetto ai 364 mila del 2007).

red/glr

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