lunedì 05 dicembre | 01:21
pubblicato il 02/apr/2014 16:31

Lavoro: Isfol, riforma Fornero ha accentuato ricorso contratti a termine

(ASCA) - Roma, 2 apr 2014 - La riforma del lavoro Fornero non ha fatto altro che accentuare il ricorso ai contratti a termine. Lo ha rilevato il Presidente dell'Isfol, Pietro Antonio Varesi nel corso dei un'audizione presso la XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati nell'ambito dell'esame del disegno di legge 34/2014 ''Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese''.

Nel corso dell'incontro il presidente Varesi ha illustrato un'ampia documentazione statistica, messa a disposizione dei commissari, partendo dall'analisi degli andamenti relativi al contratto a termine. ''La riforma Fornero sembra aver innescato - sottolinea l'Isfol - un maggiore ricorso a questa tipologia contrattuale in termini relativi, cioe' rispetto alle altre forme di contratto. L'incidenza del tempo determinato sul totale degli avviamenti e' passata in pochi mesi dal 62,3% del II trimestre 2012 al 67,3% del IV trimestre dello stesso anno. Tale incremento ha riguardato in larga parte assunzioni di breve o brevissima durata, comunque inferiori ai dodici mesi. Parallelamente si e' registrata, nello stesso periodo, una caduta dei contratti intermittenti e di collaborazione (rispettivamente -4% e -1,6%). Il fenomeno puo' essere interpretato come l'effetto 'pulizia' operato dalla legge Fornero. Il contratto a tempo determinato emerge dunque, nel triste panorama dell'asfittico mercato del lavoro italiano, come un possibile punto di equilibrio tra la flessibilita' richiesta dalle aziende e la tutela (in termini di salario e di protezione sociale) richiesta dai lavoratori''.

Anche l'analisi dell'evoluzione fino al IV trimestre 2013 conferma un incremento dei contratti a termine con corrispondente caduta di altre forme di lavoro dotate di minori tutele e la concentrazione di tale incremento sui contratti di breve di durata. ''Relativamente all'apprendistato - ha rilevato l'Isfol -, il numero di attivazioni di nuovi contratti ha registrato una progressiva e quasi ininterrotta tendenza alla diminuzione.

Contrariamente alle aspettative, tale istituto non sembra aver incontrato il favore delle imprese ed appare lontano dal rappresentare il principale strumento di ingresso dei giovani al lavoro, com'era negli auspici della riforma Fornero. Oltre alla difficile congiuntura economica - per l'istituto -, un elemento che puo' aver contribuito a deprimere il ricorso all'apprendistato e' legato all'aumento dell'utilizzo dei tirocini formativi, che hanno raggiunto quasi 50.000 unita' e sono cresciuti nel corso del 2013 di circa 6.500 unita', confermando un trend avviato nel secondo trimestre 2012, a fronte di una riduzione di pari entita' delle attivazioni in apprendistato. In particolare si registrano aumenti rilevanti dei nuovi tirocini nelle fasce di eta' alle quali e' destinato il contratto di apprendistato: +3.000 nuovi tirocini circa nella classe di eta' fino a 24 anni e +2.330 nella classe compresa tra 25 a 34 anni. Il contesto recessivo puo' dunque aver generato una concorrenza tra istituti, orientando i datori di lavoro verso uno strumento, il tirocinio, di piu' facile utilizzo e di gestione piu' flessibile''.

red/glr

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Altre sezioni
Salute e Benessere
Sifo: in Italia 4 milioni di depressi. Ma solo 1 su 3 si cura
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari