lunedì 05 dicembre | 02:06
pubblicato il 19/feb/2014 11:17

Lavoro: Isfol, cresce numero persone che partecipa a corsi formazione

(ASCA) - Roma, 19 feb 2014 - Gli adulti (25-64 anni) che nel 2012 hanno partecipato in Italia a iniziative di formazione e/o istruzione nelle 4 settimane precedenti la rilevazione sono pari al 6,6%, contro il 5,7% dell'anno precedente (+0,9%). I valori piu' bassi si riscontrano nel Sud (5,7%) e nelle Isole (5,7%), dove la crescita annuale e' stata meno marcata che nelle altre circoscrizioni territoriali. E' quanto viene evidenziato nel XIV Rapporto sulla formazione continua (2012-13), realizzato dall'Isfol per conto del Ministero del Lavoro.

La partecipazione appare piu' accentuata per le femmine (7%, contro una media UE del 9,7%) rispetto ai maschi (6,1%, contro una media UE dell'8,4%). Tale dato e' il riflesso della contraddizione che vede le donne maggiormente istruite degli uomini ma cio' nonostante piu' ai margini nel mercato del lavoro.

Valori particolarmente alti si riscontrano per la fascia d'eta' piu' giovane, cioe' per i 25-34enni (13,6%), mostrando quindi un'analoga contraddizione legata alla marginalizzazione occupazionale della forza lavoro piu' formata.

A fronte del peso ricoperto dalle misure di cassa integrazione in deroga, che prevedevano obbligatoriamente l'attivazione di servizi anche di formazione, spicca la variazione annua tra gli occupati - tra cui si annoverano i cassaintegrati - che passano dal 5,4% del 2011 al 6,5% del 2012. Meno rilevante e' il balzo fatto registrare tra i disoccupati (6,2%), che diventa la categoria meno formata, e gli inattivi che invece rimane la categoria piu' formata (6,8%).

Il dato relativo a chi ha un titolo di studio universitario - si legge ancora nella ricerca - raggiunge il 16,1% (identico alla media UE), con uno scarto rilevante nei confronti di coloro che hanno un titolo di secondaria superiore (8,1%, contro il 7,7% della media UE) e di chi ha raggiunto solo la secondaria inferiore (1,6%, contro il 3,9% della media UE). Considerando la popolazione di riferimento per titolo di studio, tra tutti i laureati la probabilita' di essere coinvolti in percorsi di formazione e' di 1 su 6. Fra chi ha la secondarie superiore di 1 su 12. Tra coloro che hanno un titolo di secondaria inferiore - parliamo di circa 15 milioni di adulti, per lo piu' lavoratori - la probabilita' e' di 1 su 61. Poiche' vi e' una forte presenza nel nostro paese di popolazione con bassi livelli di istruzione, piu' che in altre realta' europee, e' evidente come tale gap nei processi formativi rischi di approfondire le distanze di natura sociale ed economica fra i diversi segmenti della popolazione.

Il Rapporto sottolinea come le imprese maggiormente capaci di reagire alla crisi economica sono quelle che si sono mostrate in grado di porre in connessione innovazione e investimenti in formazione. Tuttavia la formazione continua riveste in Italia ancora una funzione ancillare: solo il 5,3% delle imprese con piu' di 10 addetti sono molto impegnate sia sul piano dell'innovazione che su quello della formazione.

Uno degli aspetti indubbiamente critici riguarda la forte segmentazione di competenze, risorse, strategie della formazione continua. Basti dire che le filiere che si occupano di formazione continua sono almeno quattro (l.

236/93, l. 53/00, FSE, Fondi interprofessionali), per un totale di risorse disponibili pari a poco piu' di 1 miliardo di euro l'anno, gestite dai diversi soggetti che agiscono sui territori.

red/glr

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Altre sezioni
Salute e Benessere
Sifo: in Italia 4 milioni di depressi. Ma solo 1 su 3 si cura
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari