giovedì 19 gennaio | 20:22
pubblicato il 21/mag/2013 19:38

Lavoro: giovani e pensioni, governo e parti cercano l'intesa e la svolta

Lavoro: giovani e pensioni, governo e parti cercano l'intesa e la svolta

(ASCA) - Roma, 21 mag - Emergenza lavoro e riassetto del sistema previdenziale: questi i due temi al centro dell'incontro di domani a Via Veneto tra il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, e le parti sociali. Sul fronte lavoro l'obiettivo e' abbassare il tasso di disoccupazione giovanile almeno al 30% dal momento che oggi e' addirittura al 38% per gli under 24. Il presidente del consiglio, Enrico Letta, intervenendo al Senato, e' stato chiaro. ''La Ue - ha detto - deve far seguire alle parole i fatti, investendo nelle politiche per la crescita e il lavoro la stessa energia messa per il rigore. L'Europa cosi' non basta, ne serve di piu' e l'Italia non puo' permettersi di vanificare i sacrifici fatti finora: non puo' tornare ad essere oggetto di scherno e alzate di spalle''. Priorita' assoluta e' l'occupazione giovanile. ''A giugno il Consiglio europeo deve adottare misure concrete''. E l'evasione fiscale, che ''e' una piaga cronica, va combattuta senza incertezze'', ha ammonito il premier. Sul versante pensioni, il governo punta ad un sistema piu' flessibile: in caso di quiescenza anticipata si avrebbe un trattamento ridotto. Questo, ha spiegato il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta, ''risolverebbe molti problemi come quello degli esodati. La formula su cui si sta lavorando mantiene a 66 anni l'asticella per l'eta' di vecchiaia e se si resta a lavoro da 66 a 70 anni si ha un incremento; da 62 a 66 anni si puo' uscire quando si ritiene perche' si ha una riduzione dell'assegno''.

Sempre in tema di lavoro, dopo il miliardo assegnato al rifinanziamento della Cig in deroga, il governo pensa a soluzioni contro il precariato: probabilmente si tornera' al passato per quanto riguarda i contratti atipici e quelli a termine e su questa materia sembra esserci l'accordo con il sindacato. Quanto alla decontribuzione di salari e stipendi, l'esecutivo intende studiare gli effetti della riduzione del costo del lavoro mentre punta diritto a potenziare la rete degli sportelli per chi cerca un impiego.

Decisi i sindacati ad imprimere una svolta, a cambiare marcia soprattutto sul lavoro. ''Bisogna ricominciare a parlare dell'obiettivo della piena occupazione perche' senza questo non c'e' nessun modello di sviluppo sostenibile'', ha affermato il numero uno della Cgil, Susanna Camusso. Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: ''Il Governo deve affondare le mani nelle vicende dell'economia che non vanno. Ci aspettiamo un segno di coraggio in tal senso. Se arrivera', lo sosterremo''.

red/rf

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