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pubblicato il 01/apr/2014 16:42

Lavoro: Eures, nel 2013 il Lazio perde 42.300 occupati

Lavoro: Eures, nel 2013 il Lazio perde 42.300 occupati

(ASCA) - Roma, 1 apr 2014 - Crollo dell'occupazione nel Lazio nel 2013. E' quanto rileva l'Eures. Nel 2013 - si elgge in un documento - i disoccupati maturi (45-54 anni) sono in crescita del 36% (+14.500) - Se la quota piu' consistente dei 310 mila disoccupati del Lazio si colloca nella fascia 25-34 anni (89,6 mila), di poco inferiore e' la presenza dei disoccupati della fascia 35-44 anni (79,3 mila) e di quelli con 45+ anni (75,4 mila), mentre i meno numerosi sono proprio i giovani di 15-24 anni (64,2 mila). La situazione forse ancor piu' drammatica, anche per le sue ricadute sociali, e' quella dei cosiddetti ''disoccupati maturi'': nel solo 2013 i disoccupati tra i 45 e i 54 anni sono infatti aumentati del 36% (+14.600 unita' in valori assoluti), mentre nel confronto con il 2008 l'incremento e' stato del 125,1%, come conseguenza della deindustrializzazione che ha duramente colpito la nostra regione nell'ultimo decennio. Nel 2013 anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) registra un nuovo record negativo, salendo nel Lazio al 45,9% (48,7% per la componente femminile e 43,4% per quella maschile), a fronte del 40% in Italia, con una crescita di ben 5,9 punti nell'ultimo anno (19,7 punti tra il 2008 al 2013).

Su base provinciale le criticita' maggiori si rilevano ancora una volta nelle province di Frosinone (con un tasso di disoccupazione giovanile del 50,2%), Latina (48,5%) e Viterbo (48%), seguite da Roma (44,9%) e Rieti (44,7%), con valori sempre superiori alla media nazionale. Anche nella fascia 25-34 anni, quella dei cosiddetti middle joung, il 2013 registra una crescita record, attestandosi l'indice di disoccupazione al 17,3% (17,7% in Italia), a conferma di una criticita' di ingresso nel mercato del lavoro che investe anche i giovani con piu' elevati livelli formativi. La problematicita' della questione occupazionale giovanile appare ancora piu' ampia considerando il fenomeno dei Neet, ovvero quei giovani (15-29 anni) che non lavorano, non studiano e non svolgono alcuna attivita' di formazione, i quali nel 2013 hanno raggiunto nel Lazio le 208,3 mila unita' (2,4 milioni in Italia), con una crescita del 9,9% rispetto al 2012 (+18,7 mila in valori assoluti e +76 mila rispetto al 2008); conseguentemente l'incidenza dei Neet sul totale della popolazione di 15-29 anni e' salita nel Lazio dal 15% del 2008 al 23,6% del 2013 (dal 19,3% al 26% in Italia), collocando quasi un giovane su quattro fuori da qualsiasi canale di partecipazione attiva alla vita economico-sociale del territorio. Coerentemente al quadro descritto, anche le dinamiche degli occupati presentano fortissime criticita': nel solo 2013 il Lazio ha perso infatti ben 42,3 mila occupati (passati da 2.250.100 nel 2012 a 2.207.800), diminuiti in tutte le province, con il decremento piu' elevato a Rieti e Frosinone (-4,4% e -3,4%), seguite da Viterbo (-2,5%), Latina (-1,8%) e Roma (-1,6%) che in valori assoluti ha perso ben 27,6 mila occupati. Contestualmente nel Lazio nell'ultimo anno il tasso di occupazione ha perso 1,5 punti, attestandosi sul 57% (era al 60,2% nel 2008), tornando ai valori del 2003, quando era pari al 57,2%. I risultati del Lazio si distanziano considerevolmente da quelli dei competitors piu' virtuosi, con un tasso di occupazione (58,6%) inferiore alla media europea (64%), il piu' ampio scarto tra occupazione maschile e femminile (18,3 punti, a fronte degli 11,1 punti della media), un tasso di disoccupazione superiore alla media (10,8% contro 10,5%) ed una disoccupazione giovanile 15-24 anni (40% nel 2012), tra le piu' alte dall'Europa (23% la media). Il quadro comparativo proposto nel 2013 colloca infatti il Lazio alla 143esima posizione, in calo di 10 posizioni rispetto al gia' poco lusinghiero risultato del 2010, che la poneva al 133esimo posto, ponendo seri interrogativi sulle politiche e sugli interventi adottati (e soprattutto non adottati) negli ultimi anni. Per la qualita' delle istituzioni (grado di corruzione, stabilita' politica, l'efficacia dell'azione di governo, ecc.), l classifica colloca il Lazio al 239esimo posto su 262 regioni, contribuendo in misura determinante ad abbassare l'indice generale della competitivita'. ''I dati sull'andamento del mercato del lavoro nel Lazio, relativi al 2013 - osserva Fabio Piacenti, presidente dell'Eures - confermano ed acuiscono un'emergenza che richiederebbe in primo luogo la consapevolezza di cio' che sta avvenendo, ma anche competenze, capacita' di programmazione e visione dello sviluppo regionale di cui si avverte ancora l'assenza. Mentre il corpo sociale si sgretola, colpito da processi di esclusione senza precedenti, sembrano ancora mancare risposte convincenti; mentre ogni 12 minuti si allarga la schiera dei disoccupati della regione, emerge l'esigenza stringente di una politica economica e industriale che metta immediatamente in campo investimenti, progettualita' e risorse per restituire cittadinanza e futuro ai giovani, agli uomini e alle donne della nostra regione''.

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