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pubblicato il 19/set/2014 20:05

Lavoro: e' guerra aperta tra Renzi e la Cgil

(ASCA) - Roma, 19 set 2014 - Matteo Renzi replica con parole dure alle critiche di Susanna Camusso sui progetti del Goveno in materia di diritto del lavoro. Alla segretaria della Cgil che lo ha paragonato alla storica leader dei conservatori inglesi Margaret Thatcher, il presidente del Consiglio ha risposto chiamando in causa le responsabilita' dei sindacati che hanno ''contribuito'' all'espandersi del precariato, ''preoccupandosi soltanto dei diritti di alcuni e non dei diritti di tutti''. ''A quei sindacati che vogliono contestarci, io non chiedo - ha detto il capo del Governo in un video caricato su Youtube - di darci almeno il tempo di presentare le proposte, prima di fare le polemiche, ma chiedo dove eravate in questi anni quando si e' prodotta la piu' grande ingiustizia che ha l'Italia, l'ingiustizia tra chi il lavoro ce l'ha e chi il lavoro non ce l'ha, tra chi ce l'ha a tempo indeterminato e chi e' precario, e soprattutto tra chi no puo' neanche pensare a costruirsi un progetto di vita perche' si e' pensato a difendere soltanto le battaglie ideologiche e non i problemi concreti della gente''. Il video di Renzi dura oltre due minuti e mezzo e quando il premier cita le parole del leader della Cgil il tono diventa enfatico: ''Oggi la Cgil ha deciso di andare all'attacco del Governo. Il segretario Camusso ha detto 'il Governo ha in mente Margaret Thatcher, quando si parla del lavoro'. Ma quando si parla del lavoro, noi - ha sottolineato il capo del Governo - non siamo impegnati in uno scontro del passato, ideologico. Noi siamo preoccupati non di Margaret Thatcher ma di Martha, 28 anni, che non ha la possibilita' di avere il diritto alla maternita'. Lei sta aspettando un bambino, ma a differenza delle sue amiche che sono dipendenti pubbliche, non ha nessuna garanzia. Perche'? Perche' in questi anni si e' fatto cittadini di serie A e di serie B''. ''Noi, quando pensiamo al mondo del lavoro, non pensiamo - ha detto ancora Renzi - a Margaret Thatcher, pensiamo a Giuseppe, che ha cinquant'anni e non puo' avere la cassa integrazione. O a chi, piccolo artigiano, e' stato tagliato fuori da tutte le tutele. Magari la banca gli ha chiuso i ponti e improvvisamente si e' trovato dalla mattina alla sera a piedi. Pensiamo a quelli a cui non ha pensato nessuno in questi anni, a quelli che vivono di co.co.co e co.co.pro e che sono condannati a un precariato a cui il sindacato ha contribuito''. ''Noi non vogliamo - ha precisato il presidente del Consiglio - il mercato del lavoro di Margaret Thatcher, noi vogliamo il mercato del lavoro in cui ci sono cittadini tutti uguali. Vogliamo un mercato del lavoro giusto, vogliamo delle regole sul diritto del lavoro giuste, e non regole che dividono sulla base della provenienza geografica, e non regole complicate. Se poi con queste regole nuove aziende, multinazionali e non solo, verranno a investire in Italia e creeranno posti di lavoro, beh, quello sara' fondamentale per poter tornare a dare il lavoro a chi non ce l'ha''. ''Nel frattempo, a quei sindacati che vogliono contestarci, io non chiedo - ha concluso - di darci almeno il tempo di presentare le proposte, prima di fare le polemiche, ma chiedo dove eravate in questi anni quando si e' prodotta la piu' grande ingiustizia che ha l'Italia, l'ingiustizia tra chi il lavoro ce l'ha e chi il lavoro non ce l'ha, tra chi ce l'ha a tempo indeterminato e chi e' precario, e soprattutto tra chi no puo' neanche pensare a costruirsi un progetto di vita perche' si e' pensato a difendere soltanto le battaglie ideologiche e non i problemi concreti della gente. Sono i diritti di chi non ha diritti quelli che ci interessano e noi li difenderemo''. ''Mi sembra che il presidente del Consiglio abbia un po' troppo in mente il modello della Thatcher'' erano state le parole pronunciate questa mattina dalla Camusso a margine dell'inaugurazione della nuova sede della Cgil-Lombardia a Milano. ''Mi pare che il premier abbia un'idea che e' quella delle politiche liberiste estreme - aveva detto la leader della Cgil a proposito dei contenuti del Job Act -, ovvero che la riduzione delle condizioni dei lavoratori sia lo strumento che permette di competere e non ha invece un'idea molto fondamentale, che e' il bisogno di creare lavoro di qualita', di procedere all'innovazione, di spingere su investimenti in ricerca e innovazione''. ''E' il rovesciamento dei fattori - aveva aggiunto - che mi ricorda la stagione del liberismo, le cui conseguenze l'Europa le paga tuttora. E continuando a essere prigioniera di una linea dell'austerita' e del rigore, come e' noto, non ha risolto la crisi in nessun paese e anzi oggi mette in difficolta' anche suoi Paesi che avevano un po' recuperato''. int/

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