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pubblicato il 19/ott/2013 12:13

Lavoro: Confartigianato, per donne spesa pubblica -39% rispetto all'Ue

Lavoro: Confartigianato, per donne spesa pubblica -39% rispetto all'Ue

(ASCA) - Roma, 19 ott - L'Italia non e' un Paese per mamme che lavorano, siano esse dipendenti o autonome: a tenere distanti le donne dal mondo del lavoro e' anche il basso investimento nei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attivita' professionali e cura della famiglia. La spesa pubblica per aiutare le donne a far nascere e crescere i figli e' pari a 20,3 miliardi, equivalente all'1,3% del Pil e inferiore del 39,3% rispetto alla media dei 28 Paesi Ue. Il dato emerge dall'Osservatorio sull'imprenditoria femminile curato dall'Ufficio studi di Confartigianato e che verra' presentato alla 15* Convention di Donne Impresa Confartigianato, il movimento che rappresenta 365.000 imprenditrici artigiane, organizzata a Roma il 21 e 22 ottobre. L'analisi rivela, in particolare, che in Italia la spesa pubblica per le prestazioni a favore delle nascite e' pari a 3,1 miliardi, inferiore del 26,6% rispetto alla media europea, quella a sostegno della crescita dei bambini e' di 2,8 miliardi, piu' bassa del 51,2% rispetto alla media Ue, e quella a favore dei giovani under 18 e' di 6,6 miliardi, inferiore del 51,5% rispetto all'Ue. Crisi economica e qualita' dei servizi pubblici per la famiglia influenzano la natalita': infatti, al gap Italia-Ue per gli investimenti nel welfare familiare si accompagna un costante calo delle nascite diminuite tra il 2008 e il 2001 del 7,3%. Insieme con la diminuzione delle nascite, e' in discesa l'utilizzo di alcuni strumenti di welfare a sostegno della maternita' e della conciliazione lavoro-famiglia: congedo obbligatorio retribuito di maternita', congedo parentale, assegno di maternita' dello Stato e dei Comuni, assegno al nucleo familiare. In particolare il congedo obbligatorio retribuito di maternita' che spetta alla lavoratrice madre, dipendente o autonoma, nel 2012 ha visto un calo del 6,8% degli utilizzatori rispetto al 2011. Nel dettaglio, la diminuzione e' stata del 5,6% per le dipendenti, mentre e' crollata del 17,6% per le lavoratrici autonome e del 18,6% per le artigiane. Stessa sorte per il congedo parentale, i cui utilizzatori sono diminuiti sono diminuiti del 4,9% tra il 2011 e il 2012. Per quanto riguarda poi l'assegno di maternita' dello Stato e dei Comuni, il calo dei beneficiari e' stato del 4%. Segno negativo anche per l'assegno al nucleo familiare i cui beneficiari sono diminuiti dello 0,9% tra il 2011 e il 2012. L'Osservatorio di Confartigianato esamina anche la qualita' di alcuni servizi pubblici utili per le donne che devono conciliare lavoro, famiglia e maternita'. A cominciare dai servizi comunali per l'infanzia (asilo nido, micronidi o servizi integrativi e innovativi) utilizzati soltanto dal 14% dei bambini sotto i 3 anni. Non va meglio per la quota di posti letto nei presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari che sono, in media nazionale, pari a 7 ogni 1.000 abitanti. Molto bassa anche la percentuale degli anziani over 65 che utilizzano il servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI): appena il 4,1%. Secondo l'Osservatorio di Confartigianato, inoltre, quantita' e qualita' della spesa pubblica per la famiglia influenzano la partecipazione al mercato del lavoro: in Italia quasi 1 donna su 2 (46,5%) e' inattiva. Con differenze molto marcate tra Nord e Sud: se infatti a Bolzano il tasso di inattivita' femminile e' pari al 31,9%, in Campania tocca il record negativo del 64,4%. Pur in un contesto cosi' problematico per il lavoro femminile, l'Italia mantiene pero' la leadership in Europa per il maggior numero di imprenditrici e lavoratrici autonome: 1.524.600, pari al 16,3% delle donne occupate nel nostro Paese, rispetto alla media europea del 10,3%. In particolare le imprenditrici artigiane sono 364.895.

com-rba/mau

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