mercoledì 22 febbraio | 17:23
pubblicato il 16/apr/2014 12:02

Lavoro: Cisl, su co.co.pro. accelerare su parificazione aliquota

(ASCA) - Roma, 16 apr 2014 - Accelerare il percorso di parificazione della aliquota contributiva a quella del lavoro dipendente. Lo propone la Cisl in un documento contenete le misure per il contrasto al falso lavoro autonomo e per la tutela del lavoro autonomo genuino precisando che attualmente l'aliquota da versare alla Gestione Separata Inps, per coloro che non sono iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria e non sono pensionati, e' pari al 28,72% mentre quella del lavoro dipendente e' pari al 33%.

Pe ril sindacato guidato da Raffaele Bonanni le collaborazioni coordinate e continuative e gli altri rapporti di lavoro autonomo nelle Pubbliche Amministrazioni devono essere trasformati in contratti che garantiscano maggior tutela, professionalizzazione e adeguata retribuzione, accelerando il percorso di stabilizzazione. In merito al lavoro con partita Iva la Cisl ricorda che sul contrasto al lavoro autonomo spurio si e' intervenuti per la prima volta con una norma della legge Fornero del 2012. Si tratta di migliorarla e di potenziare i controlli per garantirne il rispetto. In base a tale norma le partite Iva si trasformano in co.co.pro. in presenza di almeno 2 delle seguenti condizioni, che fanno presumere la monocommittenza: durata superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi; corrispettivo superiore all'80% dei corrispettivi annui percepiti in due anni consecutivi; postazione di lavoro fissa presso il committente. Tale presunzione di monocommittenza, e quindi di non genuinita', non scatta se la prestazione e' connotata da competenze elevate; se la prestazione e' svolta da titolare di reddito da lavoro autonomo superiore a 18.000 euro; se l'attivita' richiede iscrizione ad ordini o albi. Per il sindacato quindi si deve valutare se inasprire la norma, ad esempio imponendo la trasformazione direttamente in rapporto di lavoro subordinato in presenza delle condizioni citate (come stabilito per le false associazioni in partecipazione), o rendendo piu' stringenti le condizioni stesse, o ancora restringendo l'ambito delle esclusioni.

Per la Cisl poi si deve estendere la norma gia' vigente per i co.co.pro., che impone un compenso non inferiore a livelli stabiliti, per ciascun settore di attivita', sulla base delle retribuzioni contrattuali per mansioni equivalenti. Al fine di alleggerire il carico contributivo degli autonomi con partita Iva, che hanno la previdenza interamente a proprio carico, va applicata la stessa ripartizione dei co.co.pro., mettendo 2/3 della aliquota a carico del committente.

Sul fronte dell'Associazione in partecipazione con apporto esclusivo di lavoro la Cisl propone di inasprire le norme, gia' introdotte dalla legge Fornero, di contrasto alle forme spurie, che consistono nella trasformazione dell'associazione in partecipazione in lavoro subordinato a tempo indeterminato se iI numero degli associati e' superiore a tre (in questo numero non sono pero' inclusi rapporti coniugali e di parentela entro il terzo grado), se non vi e' effettiva partecipazione agli utili, se la prestazione non e' connotata da competenze elevate. Si dovrebbero rendere piu' stringenti tali condizioni e/o circoscrivere l'ambito delle eccezioni, ad esempio ai soli rapporti coniugali o di parentela entro il primo grado.

Per la Cisl si deve inoltre estendere la norma gia' vigente per i co.co.pro., che impone un compenso non inferiore a livelli stabiliti, per ciascun settore di attivita', sulla base delle retribuzioni contrattuali per mansioni equivalenti.

Al fine di alleggerire il carico contributivo degli associati in partecipazione, che hanno il 45% della aliquota a proprio carico, va applicata la stessa ripartizione dei co.co.pro., mettendo 2/3 della aliquota a carico del committente.

red/glr

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