martedì 24 gennaio | 20:42
pubblicato il 03/giu/2014 15:14

Lavoro: Cisl, serve spinta per far ripartire investimenti

(ASCA) - Roma, 3 giu 2014 - ''Ai dati drammatici sui disoccupati diffusi oggi dall'Istat, bisogna aggiungere i quasi due milioni di scoraggiati, sopratutto giovan , che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro. In presenza di questi numeri da '' allarme rosso, poco possono fare le modifiche alle regole del lavoro''. E' quanto sostiene in una nota il Segretario confederale della Cisl, Lugi Sbarra, commentando i dati diffusi oggi dall'Istat. ''Bisogna dare priorita' al lavoro, sostenendo la crescita economica e lo sviluppo nel Paese e nel Mezzogiorno in modo particolare - sottolinea - serve una forte spinta per far ripartire gli investimenti pubblici e privati , rilanciare la domanda interna e i consumi, puntare decisamente al sostegno di interventi nelle infrastrutture e nella logistica, alla messa in sicurezza del territorio con un rinnovato impegno nelle politiche ambientali. Ed e' di assoluta necessita'' una nuova strategia di politica industriale, unita alla piena utilizzazione e ottimizzazione delle risorse comunitarie''. ''E' questo il vero carburante che serve per far ripartire la macchina del lavoro e dell'occupazione nel nostro Paese .Da questo punto di vista continuiamo a ritenere sbagliato l'atteggiamento del governo nazionale e del ministero del Lavoro, che rallenta in maniera inspiegabile la ripartizione e assegnazione alle Regioni delle risorse gia'' previste dalla Legge di Stabilita'' 2014 per finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga. La mancata attribuzione delle risorse - conclude Sbarra - provoca, da un lato forti tensioni tra i lavoratori che vantano sussidi maturati e arretrati da molti mesi, dall'altro causa elementi di forte preoccupazione nelle imprese, che in presenza di un quadro di incertezza finanziaria possono determinare soluzioni di licenziamento per molti lavoratori''. Per Sbarra ''e' positivo - infine - l'intervento di alleggerimento fiscale delle retribuzioni operato dal governo nazionale, ma da solo non e' sufficiente se non collegato ad una chiara strategia per rilanciare crescita e lavoro nel nostro Paese''.

red/glr

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