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pubblicato il 29/nov/2013 14:23

Lavoro: Cisl, quadro nero su occupazione. Rifinanziare ammortizzatori

(ASCA) - Roma, 29 nov - ''I dati sulla disoccupazione di ottobre e del terzo trimestre 2013 mostrano un quadro sempre piu' nero: tasso di disoccupazione al 12.5%, tasso di disoccupazione giovanile al 41.2% e un numero di scoraggiati pari a 1 milione 901 mila, mai cosi' tanti. Ma il segnale piu' indicativo per capire le condizioni in cui versa il nostro mercato del lavoro viene dai contratti non standard: per il terzo trimestre consecutivo continua a calare il lavoro a termine (-7,4%, pari a -180.000 unita'), cui si accompagna la nuova significativa diminuzione dei collaboratori (-17,0%, pari a -73.000 unita'). Il calo del lavoro non standard e' anche piu' forte rispetto a quello registrato per i dipendenti a tempo indeterminato. A fronte di tale scenario, l'occupazione va messa al primo posto''. Lo sostiene in una nota il Segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, commentando i dati Istat di oggi sull'andamento occupazionale. ''Vanno rifinanziati gli ammortizzatori in deroga per chiudere il 2013 e per coprire l'intero 2014, e aumentati gli stanziamenti per i contratti di solidarieta'. Si deve cogliere l'occasione delle risorse europee del programma Garanzia Giovani per potenziare la struttura dei servizi per l'impiego: che non si tratti solo di distribuire incentivi a pioggia, visto che le imprese non assumono piu' neppure con i contratti atipic - sottolinea Sbarra - I centri pubblici per l'impiego, in una stretta collaborazione con i servizi privati, dovranno essere in grado di orientare giovani e lavoratori in cassa integrazione e disoccupati verso mestieri e professioni di cui c'e' richiesta, anche in fase recessiva, a partire da quelle artigiane, dalla green economy e dei servizi alle persone, tenendo anche presente che la stessa industria, in diversi segmenti produttivi, mantiene segnali di vitalita'''. ''Ma per favorire l' occupazione il vero carburante e' la crescita - conclude - , con il rilancio degli investimenti (infrastrutture, reti energetiche, agenda digitale); una politica industriale capace di salvaguardare settori, produzioni, filiere e posti di lavoro e che punti alla ricerca ed alla innovazione; un utilizzo qualificato e ottimale delle risorse comunitarie specie nel Mezzogiorno; l'aumento delle detrazioni fiscali per lavoratori e pensionati per far ripartire i consumi, finanziandole abbattendo la spesa pubblica improduttiva, e colpendo evasione fiscale e rendite finanziarie''.

com-fgl/

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