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pubblicato il 26/mar/2014 16:27

Lavoro: Cisl, ok governo su Dl occupazione. No crociate... (1 Upd)

Lavoro: Cisl, ok governo su Dl occupazione. No crociate... (1 Upd)

(ASCA) - Roma, 26 mar 2014 - Disco verde della Cisl alle politiche economiche annunciate dal governo Renzi. In particolare, la confederazione esprime un ''giudizio'' positivo sul decreto legge per il rilancio dell'occupazione e la semplificazione delle imprese e dice no a ''crociate ideologiche'' su questo provvedimento secondo cui ''aggraverebbe la precarieta'''. Bene anche la spending review anche se la Cisl si aspetta un cambiamento rispetto ''alla politica burocratica dei tagli lineari''. Ma la Cisl chiede anche una maggiore tutela dei pensionati con trattamenti al minimo ed un rilancio della politica per il mezzogiorno. Sono questi i punti maggiormente significativi del documento conclusivo del Comitato esecutivo della Cisl, approvato all'unanimita'.

''Il Comitato Esecutivo - si legge nel documento - apprezza l'impegno del Governo perche' in Europa e in Italia vi sia un cambio di passo per la crescita e l'occupazione, con un nuovo equilibrio con il percorso di risanamento dei conti pubblici. Per il Comitato Esecutivo le politiche economiche, annunciate dal Governo rispondono in buona misura, pur senza confronti formali con il sindacato, alle richieste della CISL, ad iniziare dallo sgravio fiscale per i lavoratori con redditi piu' bassi, con l'abbandono della primitiva ipotesi del Presidente Renzi di puntare tutto sull'IRAP a favore delle imprese. Senza una ripresa dei consumi, nella situazione dell'Italia, le imprese non investirebbero e non assumerebbero. Per la CISL, senza perdersi nei meandri polemici delle coperture, non c'e' che verificare questa riduzione fiscale nei salari di fine maggio''. ''Resta in ogni caso aperto per la CISL e non eludibile dal Governo il problema della mancata tutela di milioni di pensionati con trattamenti medio bassi e di un vuoto di attenzione alla famiglia, che continua a sostenere un ruolo decisivo, l'unico ammortizzatore rispetto a tutte le piu' gravi emergenze sociali. Sono condivise egualmente per la crescita il taglio del 10% dell'IRAP alle imprese private, la promozione del credito d'imposta, il rimborso dei debiti della P.A. entro il 2014, gli investimenti, rapidamente cantierabili, per il piano scuola, per la prevenzione dei rischi idrogeologici, per l'emergenza abitativa''.

''Il Comitato Esecutivo condivide il giudizio positivo sul decreto legge per il rilancio dell'occupazione e la semplificazione per le imprese, che interviene, oltre che sull'apprendistato e sulla smaterializzazione del DURC, che va comunque salvaguardato nella sua efficacia, sul contratto a termine per il quale la funzione di contrastare gli abusi viene spostata dalla causale al limite quantitativo, un meccanismo oggettivamente meglio verificabile e non esposto a contenzioso, ed infatti utilizzato in tutti i paesi europei.

Se l'intervento puo' rappresentare una modalita' per convogliare, di fatto, sul contratto a termine (o di somministrazione) contratti piu' precari, la Cisl ritiene necessarie alcune garanzie a favore dei lavoratori coinvolti: la percentuale massima (20%) non va riferita ai soli contratti a termine e di somministrazione, ma deve rappresentare un limite complessivo alle tipologie flessibili nella stessa azienda; va ridotto il numero di possibili proroghe, ad evitare un eccesso di contratti di breve durata in successione; va individuato un meccanismo che consenta uno scambio tra maggiore flessibilita' e maggiore retribuzione, che potrebbe essere affidato alla contrattazione aziendale; vanno previsti incentivi alla stabilizzazione dei contratti a termine. Per quanto riguarda l'apprendistato, va confermata la centralita' dell'aspetto formativo, ripristinando l'obbligatorieta' delle ore di formazione pubblica e la forma scritta del piano formativo individuale, nel quale vanno individuati con certezza la collocazione dei periodi di formazione e le modalita' di certificazione''.

''Chiarito questo, le crociate ideologiche su questo decreto legge che aggraverebbe la precarieta', non riconoscono le tutele contrattuali e sociali comunque assicurate dai contratti a termine rispetto alla giungla da superare delle false partite IVA, dei co.co.pro, degli associati in partecipazione, dei collaboratori delle PP.AA.: centinaia di migliaia i precari senza volto e senza neppure le tutele fondamentali! Il Comitato Esecutivo impegna tutta l'organizzazione alla mobilitazione promossa dalla Segreteria nazionale per ottenere con decreto l'obbligo per tutti i committenti di pagare gli stessi contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti a chi opera con co.co.pro., co.co.co., associazione in partecipazione e partita IVA individuale, a questi lavoratori, a parita' di prestazioni, lo stesso salario minimo di un lavoratore regolare. Questo e' il contratto unico che per la CISL servirebbe contro la piaga del precariato. E' positivo che le riforme, particolarmente degli ammortizzatori sociali e dei servizi per il lavoro e le politiche attive, siano affidate ad un Disegno di legge in elaborazione, che nel suo iter permettera' il confronto con le forze sociali da parte del Governo e delle forze parlamentari. In particolare, sugli ammortizzatori sociali va rispettata la gradualita' gia' prevista per la transizione dagli ammortizzatori in deroga al nuovo regime introdotto dalla legge Fornero. Il Governo deve provvedere rapidamente ad assegnare le risorse gia' stanziate in legge di stabilita', per gli ammortizzatori sociali in deroga, al fine di affrontare l'emergenza, denunciata anche da Regioni e INPS, legata alla scadenza degli accordi regionali al 31 marzo, nonche' a stanziare le risorse necessarie a coprire l'intero 2014. Per quanto riguarda la Raccomandazione Europea 'Garanzia Giovani', ora che il Ministero del Lavoro ha finalmente condiviso e definito insieme alle Regioni il Programma Operativo Nazionale, siamo pronti all'avvio della seconda fase informativa ed operativa sui diversi territori per l'attuazione del programma, che rappresenta una opportunita' imperdibile per realizzare effettive politiche attive del lavoro e per sperimentare nuovi Servizi per l'Impiego''.

''Il Comitato Esecutivo ha preso positivamente atto che sulla spending review sara' il Governo ad assumere le decisioni, che la CISL valutera' con fermezza e responsabilita' sul loro equilibrio complessivo, sulla loro capacita' di incidere su sprechi ed inefficienze, sull'uso delle risorse. La Cisl si attende un vero cambiamento rispetto alla politica burocratica dei tagli lineari, con interventi collegati a processi organici di riorganizzazione, di riqualificazione, di innovazione, con la mobilitazione di responsabilita', il coinvolgimento delle istituzioni, delle amministrazioni interessate, delle forze sociali e dei lavoratori interessati''.

''La CISL - conclude il documento - richiede il rilancio della politica per il Mezzogiorno, articolata in interventi appropriati per accrescere l'occupazione, promuovere il sistema produttivo, sanare il gap infrastrutturale e riorganizzare la Pubblica amministrazione. In questo contesto e' essenziale rafforzare la qualita' della programmazione e della realizzazione dei progetti finanziati dai Fondi europei e dal Fondo sviluppo e coesione, definendo dettagliati cronogrammi di spesa, chiare responsabilita' di attuazione e strumenti per rimuovere i fattori di ritardo''. red/rf

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