mercoledì 18 gennaio | 18:02
pubblicato il 15/mag/2014 16:38

Lavoro: Cisl, decreto migliorato ma non favorite stabilizzazioni

(ASCA) - Roma, 15 mag 2014 - ''Il compromesso raggiunto all'interno della maggioranza sul Decreto lavoro ha tenuto conto di alcune delle nostre richieste di modifica''. Luigi Sbarra, Segretario confederale della Cisl in una nota commenta il Dl sul lavoro che oggi ha avuto il si' definitivo dalla Camera. Per Sbarra ''il testo e' stato oggettivamente migliorato rispetto alla versione originaria, anche se restano criticita', a partire dall'assenza di incentivi per favorire la stabilizzazione e di forme di compensazione per i lavoratori non stabilizzati e dalla mancanza di una sanzione efficace (trasformazione a tempo indeterminato) in caso di superamento della percentuale massima di contratti a termine.

Percentuale massima che, va ricordato, viene calcolata solo sui dipendenti a tempo indeterminato e non sull'organico complessivo, ed e' stata introdotta solo per il contratto a termine ma non per altre tipologie contrattuali assai meno tutelate, come le forme di lavoro autonomo, che non di rado sono utilizzate in sostituzione del lavoro dipendente (false Partite Iva, false Associazioni in partecipazione, co.

co.pro., collaborazioni nelle Pubbliche Amministrazioni)''.

''Le semplificazioni apportate al contratto a termine e all'apprendistato possono essere utili per renderli maggiormente utilizzabili rispetto a queste cosiddette ''flessibilita' cattive'' - sottolinea - ma ora il quadro va completato con misure di contrasto a queste ultime, aumentandone i costi per i committenti e rafforzando le norme, gia' previste dalla legge Fornero, che, in presenza di certe condizioni, operino una automatica trasformazione in altro rapporto di lavoro. In parallelo vanno aumentate le tutele quando si tratta di lavoro autonomo vero e scelto''. ''Soprattutto restiamo fortemente preoccupati per l'atteggiamento del Governo - conclude Sbarra - sia nel merito, perche' sembra puntare eccessivamente sulle modifiche alle regole relative al lavoro che, invece, poco possono fare in assenza di misure piu' robuste per la crescita, sia nel metodo, perche' non riconosce il ruolo consolidato delle parti sociali su materie cosi' delicate, sulle quali, infatti, anche in questa occasione, si e' scatenato l'ennesimo aspro dibattito''.

red-glr/mau

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