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pubblicato il 03/ott/2013 15:52

Lavoro: Cgil, oltre 4,3 mln di professionisti con pochi diritti e tutele

(ASCA) - Roma, 3 ott - Un esercito fatto di oltre 4,3 milioni di persone, con un reddito annuo medio pari a poco piu' di 9 mila euro. Sono i lavoratori cosiddetti 'professionisti', vittime per la gran parte di diseguaglianze, in termini di genere, e di ingiustizie, come la mancanza di ammortizzatori sociali. Cosi' in una nota la Cgil fornisce una fotografia delle professioni in Italia: un quadro di riferimento ''inedito e preoccupante'' che l'organizzazione guidata da Susanna Camusso vuole affrontare attraverso il 'Decalogo dei diritti', ovvero ''un complesso di proposte elaborate insieme a moltissime associazioni professionali'' e con ''la necessita' di garantire, anche attraverso la contrattazione collettiva, le tutele sociali a tutti i lavoratori indipendentemente dalle loro modalita' d'impiego''.

La Cgil, nell'elaborazione del decalogo dei diritti, ricostruisce nei numeri il fenomeno dei professionisti in Italia. Esclusi i parasubordinati e le imprese, i lavoratori che nel nostro paese svolgono attivita' autonome senza dipendenti sono 3.369.000. A questi lavoratori a partita Iva individuale vanno aggiunti 962.428 parasubordinati esclusivi (coloro che non hanno altre attivita' e non sono in pensione) e 21.101 lavoratori con redditi esclusivi da cessione di diritti d'autore. Per un totale di lavoratori autonomi, individuali e parasubordinati, secondo dati della Consulta Professioni della Cgil, pari a 4.352.529. Secondo i dati della Cgil il reddito netto annuo medio di un lavoratore con partita Iva e' di 9.041,28 euro, quello mensile e' di 753, 44. Infatti, la media dei compensi lordi dei lavoratori con partita Iva iscritti alla gestione separata Inps e' di 18.836 euro annui. Inoltre, ricorda il sindacato, un lavoratore con partita Iva che guadagna 1.000 euro lordi al mese, oggi ha un reddito netto disponibile di 545 euro e, se fosse confermato l'aumento delle aliquote Inps decise dai precedenti governi, il reddito si ridurrebbe a 485 euro mensili. Numeri che nascondono secondo il sindacato ''diseguaglianze e ingiustizie'' perpetrate nei confronti dei professionisti. com-drc/sam/

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