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pubblicato il 20/mar/2014 11:00

Lavoro: Bonanni a Cgil e Uil, mobilitiamoci contro vere precarieta'

Lavoro: Bonanni a Cgil e Uil, mobilitiamoci contro vere precarieta'

(ASCA) - Roma, 20 mar 2014 - ''In Italia ci sono 650 mila cocopro, almeno 500 mila finti lavoratori con la partita iva, 54 mila collaboratori nella pubblica amministrazione e 52 mila associati in partecipazione. Qui si annida la precarieta'. E' un esercito che aumenta ogni giorno nel silenzio assoluto di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Formalmente sono liberi professionisti che operano in regime di mono committenza, cioe' per una sola azienda, con tutti i vincoli di subordinazione che ne derivano. Questo e' il vero scandalo italiano su cui regna un'omerta' assoluta''. E' quanto scrive il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in un intervento pubblicato oggi sul blog ''La Nuvola del lavoro'' sul sito del Corriere della Sera. ''Spesso mi capita di essere intervistato da giovani giornalisti che non hanno purtroppo alcun contratto. Lavorano praticamente a tempo pieno per lo stesso editore con la partita iva oppure come collaboratori a progetto, senza ricevere lo stesso compenso di tutti gli altri colleghi: non hanno previdenza, assistenza in caso di maternita', ferie, malattie pagate, diritti sindacali. Sono lavoratori invisibili, i veri lavoratori precari. Il Jobs Act di Renzi dovrebbe affrontare questo tema e non quello dei contratti a termine che sono regolati per legge ed impongono gli stessi orari, gli stessi contributi, la stessa paga, insomma, le stesse garanzie e gli stessi diritti dei lavoratori a tempo indeterminato'', sottolinea il leader della Cisl che annuncia la campagna che la Cisl fara' nei prossimi mesi: costringere le aziende a regolarizzare tutte queste forme di lavoro autonomo che in realta' mascherano dei veri e propri rapporti di lavoro dipendente. La Cisl propone due interventi al Governo Renzi: obbligare con un decreto tutti i committenti a pagare gli stessi contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti a chi opera con la partita Iva. In secondo luogo, costringere per legge, i datori di lavoro ad erogare, a parita' di prestazioni, lo stesso salario minimo di un lavoratore assunto regolarmente. ''Questo e' il contratto unico che servirebbe ai precari, l'unica strada per far emergere i ''paria'' del lavoro'', sostiene Bonanni. ''La flessibilita' deve essere un valore aggiunto per le aziende e non un modo per ridurre i diritti. Solo pagando maggiori contributi si possono costruire sistemi di ammortizzatori sociali anche per questi lavoratori'', sottolinea ancora il leader della Cisl sul sito del Corriere della Sera. ''Per questo diciamo alla Cgil ed alla Uil: mobilitiamoci insieme contro la vera precarieta''', e' l'appello del leader della Cisl agli altri sindacati. ''Abbiamo lanciato in questi giorni un nuovo hashtag su twitter: #bastaomertasuveriprecari. Invito tutti i giovani a rilanciarlo e a farlo proprio'', scrive Bonanni.

red/did/

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