mercoledì 07 dicembre | 15:50
pubblicato il 26/set/2013 17:05

Lavoro: Ass. Bruno Trentin, 4 immigrati su 10 lasceranno Italia

(ASCA) - Roma, 26 set - Quattro immigrati su dieci pensano di non poter restare piu' in Italia e di dover riprendere un nuovo percorso migratorio verso altri paesi europei o di rientro nei paesi di origine. E' l'effetto della lunga crisi economica che pesa drammaticamente su tutto il mondo del lavoro ma che incide anche piu' gravemente sui lavoratori immigrati, in gran parte dequalificati, e sempre piu' preoccupati di perdere o di non trovare piu' occupazione. E' questo uno dei risultati di un'indagine condotta dall'Associazione Bruno Trentin-Isf-Ires della Cgil su un campione di oltre mille immigrati provenienti da diverse aree del mondo, in 10 regioni del nord, centro e sud Italia. I risultati della ricerca dell'Associazione Trentin 'Qualita' del lavoro e impatto della crisi tra i lavoratori immigrati' veranno presentati il 2 ottobre alle 10 presso la sede della Cgil nazionale, alla presenza del vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra.

Interverra' il presidente dell'Associazione Fulvio Fammoni e concludera' i lavori il segretario confederale della Cgil Vera Lamonica. Il quadro che emerge dall' indagine, cosi' come dai dati Istat - si legge in una nota -, descrive ancora una volta un lavoro immigrato dequalificato, in cui non c'e' quasi mai progressione di carriera e che rimane fortemente confinato nei settori a minor valore aggiunto. La crisi ha colpito l'occupazione, le retribuzioni e le condizioni di lavoro, e l'effetto e' che aumentano gli orari ma diminuiscono le giornate lavorative, aumenta il lavoro nero, le forme di falso part time e il falso lavoro autonomo. Ma soprattutto, aumentano le paure e quella di perdere o non trovare piu' lavoro coinvolge la quasi totalita' degli immigrati, perche' il lavoro, oltre a garantire un reddito e una vita dignitosa e' la condizione senza la quale non e' possibile soggiornare regolarmente nel nostro paese. Dunque i lavoratori sono piu' ricattabili e le condizioni di lavoro, gia' molto problematiche, diventano ancora piu' vessatorie.

Anche chi vive in Italia da molti anni (e sono la grande maggioranza degli immigrati), non sembra che sia riuscito a superare le dinamiche discriminatorie di un mercato del lavoro duale e, purtroppo, anche per le seconde generazioni il percorso di piena acquisizione dei diritti di cittadinanza appare molto difficoltoso. Non e' un caso, dunque, se 4 immigrati su 10 pensano di dover intraprendere un nuovo percorso migratorio che avrebbbe effetti non solo sulle esistenze degli immigrati stessi, ma anche sul sistema paese. Gli immigrati rappresentano oltre il 10% del pil italiano, contribuiscono a sostenere il welfare previdenziale e offrono una compensazione demografica.

Inoltre c'e' un rischio di depauperamento professionale, considerando che le persone piu' motivate a partire sono quelle piu' giovani e piu' istruite. red/glr

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Mps
Mps: domani Cda dopo incontro Bce. Sale ipotesi intervento Stato
Mps
Mps: Vigilanza Bce studia proroga fino a 31 gennaio
Banche
Banche, Dombrovskis: l'Italia è preparata se e quando servisse
Bce
Il direttorio Bce decide giovedì su proroga al piano di stimoli
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni