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pubblicato il 14/gen/2014 12:00

Landini: famiglia Agnelli non investe un euro in Italia nell'auto

"Intervenga la presidenza del consiglio"

Landini: famiglia Agnelli non investe un euro in Italia nell'auto

Roma, 14 gen. (askanews) - "E' necessario che la presidenza del consiglio, che si preoccupa di portare in Italia investitori stranieri, si preoccupi anche e soprattutto che i grandi gruppi italiani non vadano via, non vadano all'estero, anche perchè vorrei ricordare che in tutta questa brillante operazione finanziaria di Marchionne emerge che la famiglia Agnelli non tira fuori neanche un euro ne negli investimenti nel settore auto ne nell'impegno a mantenere la presenza in Italia. Questo dovrebbe preoccuparci perchè in un Paese serio, come è avvenuto negli Stati Uniti, Germania, Francia, la discussione su un patrimonio industriale deve essere al centro delle attenzioni del governo: c'è il pericolo di perdere un patrimonio industriale, di competenze". Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ospite a "L'economia prima di tutto" su Radio1 Rai, commenta le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne. Sulle scelte del consiglio d'amministrazione del prossimo 29 gennaio sulla sede centrale del gruppo, Landini spiega che "da quello che Marchionne ha dichiarato mi pare evidente che il centro delle attività e della produzione sia già negli Stati Uniti, non più in Italia. In Italia sono state prodotte meno di 400 mila auto su un totale di 4 milioni del gruppo, queste cifre confermano che la testa del gruppo è già negli Usa, le decisioni non si prendono più nel nostro Paese, il livello degli investimenti è più basso, i livelli di produzione rischiano di non essere adeguati a garantire l'occupazione di tutti gli stabilimenti. Ricordiamo che parliamo di stabilimenti che chiudono come Termini Imerese e Irisbus e di un aumento della cassa integrazione, e non parliamo invece di nuove produzioni". Sulla prospettiva di puntare sul settore del lusso e basare in Italia la produzione di Alfa, Landini sostiene che "c'è il rischio concreto che in Italia si rimettano in discussione occupazione e stabilimenti, perchè parlare solo di produzione di auto di lusso significa capire che quei volumi non saranno in grado di garantire il permanere degli investimenti, infatti gli altri grandi gruppi in Europa come Volkswagen si stanno estendendo in tutte le fasce, anche quelle più basse, non solo nella fascia alta. E' evidente che far finta di non vedere quello che sta succedendo ci preoccupa, ci preoccupa il silenzio del governo. Solo chi non vuol vedere non capisce quello che sta avvenendo". Landini conclude sottolineando che "negli Stati Uniti Fiat ha discusso le scelte con il Tesoro, con Obama e con i sindacati, da noi negli ultimi 3 anni solo annunci e dichiarazioni di impegni, cambiati e modificati, mentre non c'è mai stata una discussione e Fiat non ha mai preso impegni con nessuno".

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