lunedì 16 gennaio | 16:27
pubblicato il 22/dic/2015 16:56

La profezia di Goldman che scuote mercati: petrolio a 20 dollari

C'è pure El Nino al top dal 1950 a indebolire la domanda

La profezia di Goldman che scuote mercati: petrolio a 20 dollari

Roma, 22 dic. (askanews) - Adesso ci si mette pure "El Nino". Con l'inverno isolitamente mite, il petrolio rischia di continuare a calare più a lungo del previsto, avverte la banca d'affari Goldman Sachs che in un nuovo studio ribadisce una previsione che nelle ultime sedute ha alimentato il clima ribassista che grava sull'oro nero: quella di un barile che potrebbe finire a quota 20 dollari. In pratica, secondo gli economisti di Goldman il disincentivo a produrre legato all'attuale livello dei prezzi potrebbe non bastare a innescare quel calo di offerta che servirebbe a riportare il mercato in equilibrio.

O almeno succederà prima della fine del prossimo anno. Lo studio (intitolato "Il clima invernale pone rischi maggiori per l'energia dell'agricoltura") parte dal presupposto che l'eccesso di offerta di oro nero resta superiore al previsto e che dovrebbe protrarsi almeno per tutto il primo semestre del prossimo anno. Ai vari fattori che hanno smorzato la domanda nei mesi passati - fine del superciclo nelle materie prime, rallentamento dei Paesi emergenti, nuova produzione Usa - ora si aggiungono le temperature invernali particolarmente miti, oltre che in Europa anche in Nord America dove si fa sentire il fenomeno di El Nino, ai massimi dal 1950.

"Dato il rilevante eccesso di offerta - affermano gli analisti della banca americana - le scorte hanno continuato ad accumularsi fin dalla metà del 2014 ed ora è molto più probabile che i rischi di choc di domanda, o rischi rischi di nuovi eccessi di offerta, siano preponderanti sugli effetti negativi dovuti ai cali dei prezzi". Con un barile a 40 dollari l'eccesso di offerta si sarebbe dovuto riassorbire entro l'ultimo trimestre del 2016, prevalentemente a causa di un calo della produzione Usa.

Invece, elenca Goldman, il numero di giacimenti Usa e di attività di esplorazione e perforazione resta troppo elevato per avere il calo necessario. Secondo nodo, il livello di produzione prevista Opec 2016, potrebbe risultare risultare superiore ai 32 milioni di barili al giorno indicati, dato il ritorno dell'offerta dell'Iran. E, terzo problema, le scorte continuano a salire con il rischio che raggiungano la saturazione per la primavera.

E nel frattempo sui prezzi si assiste ad una accentuazione dell'effetto "contango", ovvero il fenomeno che si produce quando un bene a consegna immediata costa meno dello stesso bene a consegna differita, in base a contratti futures. Di fondo per il costo di stoccaggio, che sta aumentando con il venir meno dei margini di immagazzinamento.

Per tutto questo "reiteriamo la nostra preoccupazione sul fatto che gli 'stress finanziari' potrebbero rivelarsi insufficienti e troppo tardivi per evitare che il mercato sia costretto a passare da 'stress operativi', con i prezzi che innescare cali produttivi dovrebbero scendere in prossimità dei costi di produzione, ovvero - conclude Goldman - probabilmente a 20 dollari al barile".

Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia, Calenda: no a nuova rinazionalizzazione
Fca
Fca, Calenda: Berlino si occupi di Volkswagen
Luxottica
Luxottica ed Essilor verso fusione, Luxottica vola in borsa (+13%)
Luxottica
Luxottica si unisce a Essilor, nasce leader prodotti per la vista
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
Kawasaki al Motor Bike Expo di Verona dal 20 al 22 gennaio
Enogastronomia
Consorzio Valpolicella, conto alla rovescia Anteprima Amarone
Turismo
A Singapore la gara di Danza del leone, caccia i cattivi spiriti
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Milano Moda uomo, i quadri viventi di Antonio Marras
Scienza e Innovazione
Rompicapo galattico per telescopio Hubble
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Milano, mobilità sempre più ecosostenibile DriveNow