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pubblicato il 22/mag/2016 14:58

La Grecia fa "i compiti a casa" in vista di Eurogruppo martedì

Parlamento vota tra nuove proteste; si studia compromesso debito

La Grecia fa "i compiti a casa" in vista di Eurogruppo martedì

Roma, 22 mag. (askanews) - E' un copione che si ripete quello che si vede in queste ore ad Atene. Manifestazioni di protesta e trasporti semiparalizzati mentre il Parlamento, in seduta straordinaria, lavora a tappe forzate per approvare i provvedimenti pretesi dai partner europei in cambio di nuovi aiuti. Ma soprattutto per presentarsi con "i compiti a casa fatti" all'Eurogruppo di martedì, in cui spera di raggiungere un accordo su quell'alleggerimento del debito invocato fin dalla difficilissima trattativa per il nuovo programma di aiuti, dell'estate 2015.

L'aula del Parlamento ellenico deve ora approvare un testo di 7.000 pagine, già passato nelle commissioni competenti, che incluse misure per rilanciare le privatizzazioni e una serie di clausole di salvaguardia sulle imposte indirette (come in Italia sull'Iva) per evitare gli sforamenti di deficit. Il voto è attese dopo la mezzanotte.

In ogni caso l'Eurogruppo forse decisivo sulla Grecia si svolgerà il 24 maggio. Negli ultimissimi giorni le distanze sembrano essersi accorciate tra il Fondo monetario internazionale, che reclama un consistente "debit relief" per continuare a partecipare al sostegno (ora retto solo dall'Ue) e i partner europei, tra cui la Germania il cui governo vuole evitare un nuovo voto del Bundestag sugli aiuti ai greci prima delle elezioni. Anzi, Berlino vorrebbe rinviare qualunque ipotesi di manovre sul debito ellenico al 2018.

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, in occasione del G7 finanziario di Sendai, in Giappone, si sarebbe discusso di un possibile compromesso che prevederebbe un mini alleggerimento del debito, facendo leva sulla restituzione alla Grecia degli interessi dei suoi titoli di Stato posseduti dalla Bce. Ma anche un trasferimento di parte del debito greco posseduto dal Fmi al partner Ue.

Il tutto mentre si avvicina la fase più accesa della campagna referendaria in Gran Bretagna sulla permanenza nell'Unione europea. Il voto sulla Brexit sarà il 23 giugno e secondo alcuni osservatori indirettamente lo spettro di questo evento, che potrebbe avere conseguenze economiche nefaste un po' per tutti, come appena ribadito dal G7, potrebbe aiutare la Grecia ad avere una Commissione europea "più conciliatoria".

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