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pubblicato il 12/ago/2015 18:20

La Cina svaluta di nuovo e fa tremare le Borse

Pesanti perdite a Milano, Francoforte e Parigi. Giù auto e lusso

La Cina svaluta di nuovo e fa tremare le Borse

Roma, 12 ago. (askanews) - La Cina svaluta lo yuan per la seconda volta in due giorni e le borse europee tremano. Oggi infatti la Banca del popolo cinese ha annunciato un nuovo taglio dell'1,62% del tasso di cambio del renminbi contro il dollaro a quota 6.3306. Ieri, la Banca centrale di Pechino aveva dichiarato di aver ridotto il tasso di cambio contro il dollaro di circa il 2%, il più consistente dal 2005. Il tentativo del governo cinese è quello di sostenere le esportazioni dopo i segnali di un forte rallentamento registrato negli ultimi mesi e in particolare a luglio quando i dati indicavano un calo dell'8,3%. La mossa ha però gettato nel panico le Borse di tutto il mondo e in particolare quelle europee, con gli investitori seriamente preoccupati, a questo punto, sulla solidità dell'economia cinese, la seconda al mondo dopo gli Stati Uniti.

Tremano le Borse e in particolare quelle europee. Francoforte ha chiuso gli scambi con una perdita secca del 3,24%, mentre Parigi ha lasciato sul terreno il 3,35%. Calo più contenuto per Londra che ha ceduto l'1,32%. Vendite anche su Piazza Affari che a fine giornata ha ceduto il 2,96%. Particolarmente colpiti i titoli del lusso e dell'automotive (con l'indice Eurostoxx di settore che ha segnato - 4,2%, penalizzato dalla svalutazione dello yuan e dal rallentamento dell'economia cinese). Maglia nera a Fca, franata del 6,46% a 13,76 euro con Cnh Industrial -3,96% e la holding Exor -2,92%.

A gettare acqua sul fuoco è intervenuta Standard and Poor's. Secondo l'agenzia di rating, la mossa a sorpresa della Cina, "è economicamente sensata e non è l'inizio di una guerra valutaria o un tentativo di far ripartire la crescita". S&P piuttosto interpreta la mossa cinese come dovuta più probabilmente a una "correzione tecnica volta a migliorare il funzionamento del mercato", ovvero come un "tentativo di rispettare le condizioni poste dal Fondo monetario internazionale per ottenere che lo yuan sia incluso al più presto nel paniere di valute Sdr" (Special drawing rights), ovvero dei Diritti speciali di prelievo, che attualmente include dollaro, euro, sterlina e yen.

Anche il Fondo monetario internazionale è intervenuto per riportare la calma. Per l'organismo internazionale guidato da Christine Lagarde l'operazione rappresenta "un passo benvenuto" perché "dovrebbe permettere alle forze del mercato di avere un ruolo maggiore nel determinare il tasso di cambio". Però l'Fmi ha anche precisato che "l'esatto impatto" della mossa di Pechino dipenderà da come il nuovo meccanismo è di fatto implementato".

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