lunedì 27 febbraio | 04:09
pubblicato il 03/ago/2015 18:10

La Borsa di Atene riapre dopo 5 settimane e va a picco, -16,23%

In un anno ha perso oltre il 40%. Si sfogano pressioni accumulate

La Borsa di Atene riapre dopo 5 settimane e va a picco, -16,23%

Roma, 3 ago. (askanews) - Una caduta a piombo della Borsa di Atene ha caratterizzato il riavvio degli scambi dopo cinque settimane consecutive di chiusura forzata. A fine seduta, l'indice generale ha lasciato sul terreno un pesantissimo meno 16,23 per cento, che segna il nuovo primato negativo per il mercato ellenico in una singola sessione. Un crollo prevedibile e previsto, vista la pressione che il protrarsi dello stop imposto aveva fatto accumulare sulle vendite. E il dato di fine giornata potrebbe sembrare quasi rassicurante dopo che alle prime battute l'indice era arrivato il meno 23 per cento.

Tuttavia va rilevato come diversi titoli siano rimasti sospesi dalle contrattazioni per eccesso di ribasso, tra cui la Banca del Piero, la Banca Nazionale di Grecia e la Banca Attika: tutti con cali che hanno toccato il 30 per cento. Per questo, come del resto riconosciuto dalle stesse autorità elleniche, il bilncio richiederà qualche seduta. Secondo Constantine Botopoulos, numero uno dell'autorità di vigilanza "bisogna aspettare la fine della settimane per una valutazione a freddo".

Nel frattempo le maggiori Borse europee hanno mantenuto una dinamica moderatamente positiva vista fin dagli scambi mattutini. A Milano il Ftse-Mib ha chiuso al più 0,75 per cento, come anche il Cac40 a Parigi, Francoforte ha invece registrato un più 1,19 per cento. In controtendenza Londra con un meno 0,11 per cento. Poco mosso l'euro a 1,0960 dollari.

Incorporando il calo di oggi, sull'insieme degli ultimi 12 mesi la borsa greca ha accumulato una flessione del 41,70 per cento, risultando uno dei mercati peggiori a livello planetario. La Borsa di Atene è stata sottoposta a chiusura forzata fin dal 29 giugno scorso, l'ultima seduta in attività era stata quella del 26 giugno, dopo la passata rottura delle trattative tra i greci e i creditori con la decisione di tenere un referendum sulle proposte di aiuti Ue. Contestualmente sono state imposte pesanti restrizioni sui movimenti di capitale nelle banche, che hanno subito una crescente fuga di depositi nei mesi da cui Syriza è al governo. E in questo modo si è lasciato che si accumulasse una enorme pressione sulle vendite, che sarebbe ovviamente scattata non appena i mercati si sarebbero riaperti.

Ora però la Grecia è apparentemente incanalata su una possibile via di uscita dalla crisi. A seguito di una serie di riforme poi accettate e varate dal governo, sono iniziati i negoziati per un nuovo piano di aiuti che deve garantire le necessità del paese per i prossimi 3 anni, con un ammontare che potrebbe raggiungere 86 miliardi di euro.

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