giovedì 08 dicembre | 11:15
pubblicato il 30/nov/2015 16:11

La Bce potenzia il bazooka, giovedì il varo del Qe2

Tra le misure più attese il taglio del tasso sui depositi

La Bce potenzia il bazooka, giovedì il varo del Qe2

Roma, 30 nov. (askanews) - E' già stato ribattezzato Quantitative easing 2. Perché tra investitori e analisti non ci sono dubbi che la Bce nella riunione di giovedì aumenterà la potenza di fuoco del bazooka. Il piano di acquisti di titoli di Stato da 60 miliardi di euro al mese fino al settembre del 2016 non è sufficiente a riportare l'inflazione verso il target del 2%.

Nelle ultime settimane i bond governativi dei paesi euro sono stati al centro di massicci acquisti. I mercati scontano un nuovo intervento della Bce per potenziare il Qe. La Bce dispone di varie opzioni per aumentare la potenza del programma ma al tempo stesso deve valutare con estrema attenzione gli effetti, in particolare sul sistema bancario. Il consenso del mercato indica un nuovo taglio al tasso sui depositi che oggi è -0,20%, un prolungamento del programma di almeno sei mesi e l'incremento dell'ammontare degli acquisti mensili.

Gli analisti di Bank of America stimano il taglio del tasso sui depositi di 10 punti base ma "la Bce potrebbe arrivare a un taglio fino a -0,40%". Secondo Bank of America invece il prolungamento del piano di acquisti sarà di almeno un anno, fino a settembre 2017.

Anche Danske Bank prevede che il programma sarà prolungato di 12 mesi mentre la spesa mensile salirà da 60 a 75 miliardi. E' piuttosto diffusa la stima che la Bce pomperà almeno altri 500 miliardi di euro portando il programma a oltre 1.600 miliardi.

Per UOB Group la Bce potrebbe decidere un'approccio aggressivo. Estensione del Qe di un anno, taglio di 10 punti del tasso sui depositi e un aumento degli acquisti mensili da 60 a 75 miliardi.

Anche gli analisti di Pimco sono certi che la Banca centrale europea giovedì varerà misure addizionali. "La Bce tuttavia - si legge in un report - non può da sola stimolare la crescita economica dell'area euro che deve affrontare il grande problema dell'inflazione troppo bassa. La Bce necessit che i governi rafforzino le politiche fiscali e strutturali per accelerare la crescita economica".

Ma ci sono anche esperti che non escludono un taglio del tasso sui depositi a -0,40%. Nelle ultime settimane in effetti gli analisti si sono focalizzati sulla "Big Option". "Un taglio a -0,40% pone una serie di problemi tecnici - scrive bank of America - in particolare la robusta crescita delle riserve in eccesso delle banche con un robusto taglio dei tassi sui depositi potrebbe avere un impatto sulla redditività delle banche da non trascurare". Inoltre c'è anche il rischio che le banche preferiscano ridurre il proprio bilancio piuttosto che prestare più soldi all'economia reale.

Altro elemento che la Bce sta valutando è la possibilità di ampliare la gamma di strumenti finanziari da acquistare. Per il 2016 è molto concreta la possibilità che ci sia una contrazione della disponibilità di bund tedeschi dal momento che Berlino nel 2016 avrà emissione nette negative. Inoltre il costante apprezzamento dei bond governativi impedisce alla Bce e alle banche centrali di acquistare titoli con rendimenti negativi oltre -0,20%.

Gli analisti di Natixis invece ritengono che "non c'è il rischio di scarsa disponibilità di titoli di Stato acquistabili" anche considerando che il Qe fissa al 33% del totale il limite di bond acquistabili per una determinata scadenza. Natixis prevede che la Bce alzerà l'ammontare di spesa mensile da 60 a 80 miliardi di euro. Anche con un importo a 80 miliardi al mese di cui 65 miliardi per i titoli di Stato "la Bce potrà acquistare Bund tedeschi fino a giugno del 2017".

Da alcuni giorni tuttavia si rincorrono rumors sui mercati che la Bce potrebbe allargare la gamma degli strumenti anche ai bond emessi dagli enti locali. In un recente report Royal Bank of Scotland ipotizza che la Bce potrebbe iniziare ad acquistare anche azioni innalzando la portata del bazooka a 1.900 miliardi di euro, oltre il 20% del pil dell'area euro. Un deciso rafforzamento del piano, anche se ancora distante rispetto alla Fed e soprattutto al Qe della Bank of Japan che l'anno scorso ha più che raddoppiato a 80mila miliardi di yen (quasi 600 miliardi di euro) la spesa annua per acquisire asset, dai titoli di Stato alle azioni, dai bond societari agli immobili.

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