giovedì 19 gennaio | 20:34
pubblicato il 14/ott/2013 12:00

L. Stabilità, domani il varo, da cuneo fiscale a tagli sanità

Letta: "Certezze per tre anni". Tesoro smentisce bozze

L. Stabilità, domani il varo, da cuneo fiscale a tagli sanità

Roma, 14 ott. (askanews) - Rush finale per la legge di stabilità, la ex Finanziaria, del governo Letta che domani approda sul tavolo del Consiglio dei ministri per il via libera entro il termine del 15 ottobre fissato dall'Europa. Il Tesoro è ancora al lavoro per le ultime limature al testo, ma ormai lo scheletro degli interventi è stato definito e illustrato in mattinata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal premier, Enrico Letta, e dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. Si va dal taglio del cuneo fiscale per un valore fra i 4 e i 5 miliardi con deduzioni Irap per i neo assunti all'allentamento del patto di stabilità interno dei comuni, dai tagli alla sanità alla nuova 'service tax' denomitata 'Trise', dal rifinanziamento della Cig con 600 milioni per il 2014 alle novità sulle pensioni e la pubblica amministrazione. Arriva anche l'ipotesi di aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%. Tutte novità al momento smentite dal Tesoro che invita ad attendere il testo che verrà licenziato dal governo. Nel complesso si tratterebbe di una manovra di circa 12 miliardi di euro, che potrebbe arrivare a 15 miliardi con interventi su dismissioni e infrastrutture. Il presidente Letta ha garantito che la legge di stabilità sarà pluriennale e "darà certezze a imprenditori, operatori e lavoratori per tre anni". Mentre il titolare dell'Economia - oltre a sottolineare che l'obiettivo è quello di rilanciare la crescita, ridurre gli oneri fiscali su lavoro e imprese, e la ripresa degli investimenti - ha rassicurato i governatori sui tagli alla sanità. "Alla fine - ha detto - troveremo una soluzione equa per tutti". Infatti, sull'ipotesi di ulteriori tagli al sistema sanitario nazionale, che secondo le bozze ammontano a 2,6 miliardi in tre anni, le Regioni sono sul piede di guerra. Ma anche lo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha espresso preoccupazione: "Ho detto con grande chiarezza che il Ssn non può sopportare i tagli che abbiamo letto sui giornali, da 1,5 a 3 miliardi. La sanità - ha ricordato - ha avuto tagli per 22 miliardi negli ultimi anni".

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