giovedì 08 dicembre | 15:14
pubblicato il 16/apr/2011 05:02

L'allarme di Bankitalia su lavoro, manovre correttive da 35 mld

Occupazione non riparte, più precari. Ripresa col freno tirato

L'allarme di Bankitalia su lavoro, manovre correttive da 35 mld

Roma, 16 apr. (askanews) - La ripresa economica è debole e il problema occupazione è sempre più forte, mentre all'orizzonte si profilano pesanti manovre per risanare i conti pubblici. lo scenario preoccupante tracciato dalla Banca d'Italia nel bollettino economico, diffuso pochi giorni dopo il piano del governo per la crescita con il taglio delle stime sul Pil. Un piano che, d'intesa con l'Ue, prevede il pareggio di bilancio nel 2014, ma - avverte Via Nazionale - per quest'obiettivo saranno necessarie manovre correttive per circa 2,3 punti di Pil nel biennio 2013-14, ovvero oltre 35 miliardi. L'economia continua quindi a crescere ma "a ritmi contenuti" e soprattutto non porta lavoro, perchè l'occupazione non riparte, i precari sono sempre di più e aumentano i giovani disoccupati. Dopo un lieve aumento nel quarto trimestre 2010, infatti, "il numero degli occupati è ripiegato nel primo bimestre di quest'anno sui livelli minimi dell'estate scorsa". Allo stesso tempo, sottolinea il bollettino economico, sono "tornate a crescere le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale, mentre è proseguita la contrazione delle posizioni permanenti a tempo pieno". La disoccupazione "rimane stabile sui valori medi dello scorso anno, mentre sono aumentate l'incidenza dei disoccupati di lungo periodo e la disoccupazione giovanile". Circa la metà dei disoccupati, inoltre, è in cerca di un posto di lavoro da oltre un anno. Le prospettive poi non sono molto incoraggianti, con i consumi frenati dal calo del reddito reale. "Si prefigura - sostiene Palazzo Koch - una modesta accelerazione dell'attività produttiva nel primo trimestre del 2011, come indicato dalla lieve ripresa della produzione industriale e dalla più vivace dinamica delle esportazioni in gennaio e in febbraio". E in un contesto ancora difficile, i comportamenti di spesa delle famiglie "restano improntati alla prudenza, influenzati dalle condizioni del mercato del lavoro e dall'andamento del reddito disponibile, nel 2010 ancora diminuito in termini reali". E le famiglie sono penalizzate anche dall'aumento dei prezzi, con l'inflazione salita al 2,3% nel primo trimestre. Un rialzo, conclude Bankitalia, che "riflette soprattutto il rincaro dei beni energetici e alimentari, gravando maggiormente sul potere d'acquisto delle famiglie meno abbienti, per le quali essi rappresentano oltre il 40% dei consumi". Glv 151938 apr 11

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