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pubblicato il 07/ott/2014 19:08

Jobs act, voto fiducia Senato domani pomeriggio, poche modifiche

Non si tocca art.18. No novità su contrattazione e rappresentanza

Jobs act, voto fiducia Senato domani pomeriggio, poche modifiche

Roma, 7 ott. (askanews) - E' atteso per domani pomeriggio il voto di fiducia in Aula al Senato sul Jobs act. La discussione generale dovrebbe interrompersi questa sera alle 20.30 per riprendere domani alle 9.30 e concludersi intorno a mezzogiorno con la replica del governo. A quel punto l'esecutivo dovrebbe porre la questione di fiducia sul maxiemendamento. Il voto dovrebbe, quindi, svolgersi nel pomeriggio. Secondo quanto si apprende, sono poche le novità contenute nel testo del maxiemendamento del governo e non sarà toccato l'articolo 18. Non sono attese, inoltre, novità sulla contrattazione di secondo livello e sul tema della rappresentanza sindacale.

Il nuovo testo dovrebbe invece recepire alcuni degli emendamenti presentati dalla minoranza Pd, come la richiesta di criteri più oggettivi per l'eventuale demansionamento dei lavoratori in caso di crisi aziendali, e dei controlli a distanza. La minoranza ha anche chiesto maggiori certezze sulle risorse per gli ammortizzatori sociali e che la riforma degli ammortizzatori sia contestuale alla semplificazione dei contratti per evitare che alla maggiore flessibilità dei licenziamenti non corrispondano maggiori tutele per chi rimane disoccupato. Dovrebbe essere accolta anche la richiesta di non aumentare il tetto di 5mila euro annui per il ricorso ai voucher. Fra le modifiche dovrebbe rientrare, inoltre, un rafforzamento del superamento della frammentazione delle diverse tipologie contrattuali.

Per quanto riguarda l'articolo 18, il governo nella sua replica dovrebbe far riferimento alla proposta di Matteo Renzi votata dalla direzione Pd che prevede di mantenere il diritto di reintegro per gli ingiusti licenziamenti discriminatori e disciplinari nei casi gravi. I dettagli sulle modidifiche all'articolo 18 saranno però contenuti nei decreti delegati che il governo varerà dopo il via libera definitivo alla delega e quindi nel 2015.

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