giovedì 19 gennaio | 20:26
pubblicato il 20/set/2013 16:02

Iva: Adusbef, con aumento allarme consumi e minor gettito

Iva: Adusbef, con aumento allarme consumi e minor gettito

(ASCA) - Roma, 20 set - I consumi sono gia' calcolati in calo del 10% con l'aumento dell'Iva scaglionato in tre fasi, meglio realizzare l'accordo con la Svizzera sui capitali.

''L'aumento di 3 punti di Iva dal 20 al 23% dal 1 gennaio 2014, scaglionato in 3 fasi (dal 20 al 21% dal 17 settembre 2011; dal 21 al 22% dal 1 ottobre 2013; dal 22 al 23% dal 1 gennaio 2014), ha abbattuto i consumi di circa il 10%, mandando a picco le entrate tributarie, con le imposte indirette diminuite del 3,5% (-2.664 milioni di euro), con una marcata flessione del gettito IVA del 6,8% (-2.870 milioni di euro), solo nei primi 5 mesi del 2013, con le entrate erariali pari a 149,117 miliardi di euro''. Lo afferma un comunicato delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori che hanno condotto un'analisi sui dati forniti dal ministero delle Finanze. Secondo le due associazioni infatti, ''l'aumento dell'Iva di 1 punto dal 20 al 21%, in vigore dal 17 settembre 2011 (Governo Berlusconi-Tremonti), ha causato una perdita di gettito Iva di 704,754 milioni di euro nel 2011, con entrate Iva attestate a 117,459 miliardi euro ed un gettito complessivo di tasse pari a 411,79 miliardi; di 2,232 miliardi di euro nel 2012, con un gettito complessivo di 424 miliardi di euro, portando la riduzione complessiva del gettito Iva dal 17 settembre 2011 al 31 maggio 2013 a ben 5,806 miliardi di euro (2.870 milioni di euro nei primi cinque mesi del 2013; 2.232 milioni nel 2012; 704,7 nei 4 mesi scarsi del 2011).Questo meccanismo si traduce pertanto in un obbligato calo dei consumi con conseguente calo di fatturato delle imprese (e in sostanza di PIL) e di conseguenza di calo del gettito IVA (ma anche delle altre imposte).

Il governo stima di incassare con l'aumento di 1 punto Iva, dal 21 al 22 per cento 4.236 milioni l'anno, ossia 353 milioni di euro al mese, ma oltre a neutralizzare tale previsione, con un minor gettito costato finora 5.806,7 miliardi dal 17 settembre 2011, ossia 276,5 milioni al mese, produce una forte contrazione della capacita' di spesa e dei consumi finali, gettando sul lastrico milioni di famiglie meno abbienti, costrette a pagare ben 207 euro su base annua dall'aumento di 1 punto.

Se all'aumento dell'IVA aggiungiamo quello delle accise sulla benzina, delle tariffe, degli addizionali IRPEF, della Tares, e' matematicamente certo un drastico calo della capacita' di spesa delle famiglie che si tradurra' inevitabilmente in una pesante recessione, disattendendo le previsioni delle entrate fiscali, IVA in testa, come lo studio Adusbef ha empiricamente dimostrato. Il governo deve invece chiudere - concludono le due associazioni - l'accordo con la Svizzera che puo' generare un gettito una tantum di circa 30 miliardi di euro, e cedole fiscali permanenti dai 130-140 miliardi di euro giacenti nelle casseforti elvetiche stimate tra 1,8 e 2,2 miliardi di euro l'anno.

com-ram

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