venerdì 24 febbraio | 16:37
pubblicato il 29/ago/2014 16:06

Istat, Poletti: andamento lavoro segue quello altalenante economia

(ASCA) - Roma, 29 ago 2014 - ''I dati diffusi dall'Istat evidenziano come l'andamento del lavoro segua quello altalenante dell'economia. Dopo l'incremento complessivo di circa 100.000 occupati registrati nei mesi di maggio e giugno, a luglio gli occupati calano di 35.000 unita'. Sono gli effetti negativi della coda di una lunga crisi dalla quale il Paese sta faticosamente uscendo, cui si sono aggiunte le turbolenze internazionali che stanno pesando sull'economia di tutti i grandi paesi europei''. Lo afferma, in una nota, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, sottolineando che ''e' un dato positivo l'aumento del tasso di occupazione giovanile, che a luglio cresce dello 0,6% rispetto al mese precedente''.

Per Poletti poi ''i dati dell'Isfol sulle attivazioni di nuovi contratti di lavoro nel secondo trimestre dell'anno evidenziano una crescita del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e dello 0,7% rispetto al primo trimestre dell'anno in corso. Ma l'elemento piu' significativo e' che l'aumento su base tendenziale trova la sua componente piu' forte in un aumento del 16,1% dei contratti di apprendistato, con una decisa inversione della tendenza alla diminuzione iniziata con il varo del Testo Unico sull'apprendistato nell'aprile del 2012. Accanto all'aumento del 3,9% dei contratti a termine, e' poi di particolare rilievo l'incremento dell'1,4% dei contratti a tempo indeterminato, la prima variazione positiva dopo due anni (rispetto al primo trimestre dell'anno, la crescita e' del 3,1%)''.

Secondo il ministro ''da questi dati si puo' ricavare una prima indicazione positiva sulle misure contenute nel decreto lavoro. La semplificazione delle norme sull'apprendistato ha evidentemente favorito un aumento del ricorso a questa tipologia contrattuale particolarmente importante per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro; quella delle norme per il contratto a termine ha prodotto un moderato aumento dell'utilizzo di questo contratto, senza pero' provocare ripercussioni sul contratto a tempo indeterminato che, al contrario, cresce per la prima volta dopo due anni.

Confidiamo che queste tendenze si possano confermare e consolidare nei prossimi mesi. Questo quadro ci conferma l'urgenza di proseguire sulla strada delle riforme che abbiamo intrapreso''.

red/glr

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