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pubblicato il 26/apr/2016 11:40

Istat: per giovani allarme povertà, a rischio 28,6% dei single

Nonostante difficoltà under 35 soddisfatti della propria vita

Istat: per giovani allarme povertà, a rischio 28,6% dei single

Roma, 26 apr. (askanews) - E' allarme povertà per i giovani italiani. Tra gli under 35 che non vivono in coppia più di uno su quattro è a "rischio di povertà". E' quanto emerge dai dati Istat.

Per i giovani che "nel nostro Paese hanno serie difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro e che spesso svolgono occupazioni dalle forme atipiche, i vincoli di bilancio - ha osservato l'Istituto - possono essere così importanti da ritardare fortemente l'autonomia economica e abitativa dalla famiglia di origine, a scapito dei progetti di vita individuali".

Il 28,6% dei giovani che vivono soli risulta, infatti, a "rischio di povertà" (vive cioè in famiglie che nel 2013 avevano un reddito familiare equivalente inferiore al 60% del reddito mediano), contro il 19,4% del totale delle persone residenti in Italia.

Questi stessi vincoli possono inoltre esporre al rischio di povertà, deprivazione e disagio abitativo anche quanti si trovino con figli piccoli già nella prima fase del ciclo di vita familiare. Il 13,4% dei giovani che vivono in coppia come genitori sperimenta nel 2014 una condizione di grave deprivazione materiale (mostra cioè almeno quattro segnali di deprivazione su un elenco di nove), contro l'11,6% osservato sul totale della popolazione.

Ai giovani, come al resto della popolazione, il sistema di protezione sociale eroga pensioni in caso di sopraggiunta invalidità. Sono circa 3 mila seicento i giovani che in Italia percepiscono una pensione di invalidità (lo 0,3% sul totale dei pensionati).

Nonostante le difficoltà oggettive riscontrate sotto il profilo economico, nel 2014 è alto il punteggio che i giovani danno alla soddisfazione per la vita nel complesso: su una scala da 0 a 10, esprime un punteggio da 8 a 10 il 37,8% dei 20-24enni, contro il 35,4% della popolazione con almeno 14 anni. È bassa però la fiducia che ripongono nel prossimo: sempre nel 2014, appena il 22,6% dei 20-24enni ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, mentre il 73,8% dichiara che si debba stare molto attenti agli altri e appena il 56,1% pensa che la propria situazione migliorerà nei prossimi 5 anni.

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