mercoledì 18 gennaio | 17:34
pubblicato il 21/lug/2015 10:23

Istat: per famiglie più povere prezzi in calo, -0,2% II trimestre

Rispetto ad un aumento dello 0,3% per i ricchi

Istat: per famiglie più povere prezzi in calo, -0,2% II trimestre

Roma, 21 lug. (askanews) - Nel secondo trimestre del 2015 i prezzi calano per le famiglie più povere ed aumentano per quelle con maggiore capacità di spesa. E' quanto rileva l'Istat. La dinamica tendenziale dei prezzi al consumo (pari in media a +0,1%), afferma l'Istituto di statistica, è compresa tra lo 0,3%, misurato per le famiglie con i più elevati livelli di spesa e il -0,2% per le famiglie con spesa media mensile più bassa. Il differenziale di inflazione tra il primo e l'ultimo gruppo di famiglie è dovuto sia alla alla dinamica dei prezzi dei diversi aggregati di prodotto sia al loro peso nelle abitudini di consumo di ciascun gruppo.

La debolezza dell'inflazione nel primo semestre 2015, sia pure con intensità diverse, ha interessato tutti e cinque i gruppi nei quali l'Istat ha suddiviso le famiglie italiane in base alla loro spesa complessiva (dalla più bassa del primo gruppo alla più alta del quinto). Nel secondo trimestre 2015, tuttavia, gli indici armonizzati dei prezzi al consumo mostrano, per tutti i gruppi di famiglie, segnali di una lieve ripresa tendenziale, interrompendo la flessione dei prezzi per due dei quattro gruppi per i quali nel primo trimestre era stata registrata una dinamica deflattiva.

La deflazione, che continua a caratterizzare l'andamento dei prezzi per le famiglie con minore capacità di spesa, è da ascrivere - secondo l'Istat - soprattutto alla persistente, seppur attenuata, flessione dei prezzi dell'Energia, un aggregato la cui incidenza sul bilancio di questo gruppo di famiglie è più che doppia rispetto a quella dell'ultimo gruppo. L'accelerazione, per quanto contenuta, della dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni industriali non energetici e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, ha invece un impatto maggiore per le famiglie con livelli di spesa più elevati, che destinano quasi metà dei loro consumi a questi due aggregati.

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