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pubblicato il 22/mag/2013 12:00

Istat/ In disagio economico 15 mln persone, per 8,6 mln è grave

Triplicata quota di chi non può permettersi pasto adeguato

Istat/ In disagio economico 15 mln persone, per 8,6 mln è grave

Roma, 22 mag. (askanews) - Cresce l'area del disagio economico in Italia. Nel 2012 sono 14 milioni e 928mila, pari al 24,8% della popolazione, le persone in difficoltà economica. E di queste, 8 milioni e 608mila si trovano in una condizione più grave, pari al 14,3% (percentuale più che raddoppiata dal 6,9% del 2010). E' questa la fotografia scattata dall'Istat nel suo rapporto annuale. Nell'ultimo trimestre dello scorso anno, segnala l'istituto di statistica, gli indicatori di deprivazione materiale e disagio economico delle famiglie hanno registrato un "ulteriore peggioramento" dopo quello del 2011. Gli individui in famiglie gravemente deprivate (cioè famiglie che presentano quattro o più segnali di deprivazione su un elenco di nove) sono aumentati nel 2012 dell'11,2% rispetto all'anno precedente. Le persone che vivono in famiglie deprivate (quelle con tre o più sintomi di disagio economico) sono cresciute rispetto al 16% del 2010. In particolare, continua a crescere in modo consistente la quota di individui che dichiara di non potersi permettere un pasto adeguato (cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano) almeno ogni due giorni (16,6%), quota triplicata in due anni. Questo dato è confermato dalla riduzione in termini di quantità e/o qualità del consumo di carne o pesce da parte delle famiglie (rispettivamente dal 48,3% del 2011 al 57% del 2012 per la carne e dal 50,1 al 58,2% per il pesce). Le persone, inoltre, che affermano di non poter riscaldare adeguatamente l'abitazione (21,1%) sono raddoppiate in due anni e coloro che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie in un anno rappresentano ormai la metà del totale (50,4% rispetto al 46,7% del 2011). Gli individui che vivono in famiglie che non possono sostenere spese impreviste di un importo relativamente contenuto raggiungono il 41,7% (erano il 38,6% nell'anno precedente). Sostanzialmente stabili risultano, invece, l'indicatore relativo all'avere arretrati per il mutuo, l'affitto, le bollette o per altri debiti e quelli relativi alla possibilità di accedere a beni durevoli di largo consumo.

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