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pubblicato il 01/dic/2015 11:00

Istat conferma Pil a +0,2% in III trimestre, crescita rallenta

Ribassato dato tendenziale, a +0,8%. Crescita acquisita +0,6%

Istat conferma Pil a +0,2% in III trimestre, crescita rallenta

Roma, 1 dic. (askanews) - Rallenta la crescita nel terzo trimestre del 2015. Nel periodo luglio-settembre il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del terzo trimestre del 2014. Lo ha comunicato l'Istat che ha confermato la variazione congiunturale diffusa il 13 novembre scorso mentre ha rivisto al ribasso la crescita tendenziale (la stima era 0,9%).

Il terzo trimestre del 2015 ha avuto quattro giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2014. La variazione acquisita per il 2015 è pari a +0,6%. L'obiettivo del governo, fissato nella nota di aggiornamento del Def, è di un Pil a +0,9% nel 2015.

Rispetto al trimestre precendente, per i principali aggregati della domanda interna sono stati registrati andamenti divergenti: i consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,4%, mentre gli investimenti fissi lordi hanno segnato una flessione dello 0,4%. Riguardo alle componenti estere, le importazioni sono aumentate dello 0,5% e le esportazioni sono diminuite dello 0,8%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per +0,2 punti percentuali alla crescita del Pil (+0,2 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, +0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione e -0,1 gli investimenti fissi lordi). La variazione delle scorte ha contribuito positivamente 0,3 punti percentuali, mentre l'apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,4 punti percentuali.

Si rilevano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di tutti i principali comparti, con incrementi di 2,3% nell'agricoltura, 0,3% nell'industria e 0,1% nei servizi. Si registrano variazioni positive del valore aggiunto anche in termini tendenziali: 3,7% nell'agricoltura, 0,9% nell'industria e 0,5% nei servizi.

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