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pubblicato il 11/lug/2013 11:52

Istat: 9* censimento industria, un sistema sempre piu' terziarizzato

(ASCA) - Roma, 11 lug - Al 31 dicembre 2011, il sistema produttivo italiano e' formato da 4.425.950 imprese, 12.183 istituzioni pubbliche e 301.191 istituzioni non profit, per un totale di 19 milioni 946mila addetti, di cui 16 milioni 424mila impiegati nelle imprese (pari al 82,3 per cento del totale), 2 milioni 841mila nelle istituzioni pubbliche (14,2 per cento) e 681mila nelle istituzioni non profit (3,4 per cento). Lo rileva il 9* censimento Istat su industria e servizi, istituzioni pubbliche e non profit. In particolare, Nel decennio 2001-2011 il settore non profit e' stato il piu' dinamico (+28 per cento le istituzioni e +39,3 per cento gli addetti) del sistema produttivo italiano. Nello stesso periodo il numero delle imprese e' cresciuto dell'8,4 per cento e quello dei loro addetti del 4,5 per cento, la variazione intercensuaria piu' bassa negli ultimi 40 anni. In diminuzione, invece, il numero delle istituzioni pubbliche (-21,8 per cento) e i loro addetti (-11,5 per cento).

L'ANDAMENTO DELL'OCCUPAZIONE. Con riferimento alle imprese, i risultati del Censimento del 2011 risentono della crisi che, a partire dal 2008, ha investito i sistemi produttivi dei Paesi europei (e dell'Italia in particolare), cosicche' il confronto tra i dati dei due Censimenti deve essere effettuato tenendo presenti gli andamenti lungo tutto il corso del decennio, che presenta ritmi diversi tra i primi e gli ultimi anni. Dai dati annuali del Registro statistico delle imprese (ASIA), emerge che fino al 2008 si e' avuta una crescita costante dell'occupazione nelle imprese, mentre nel 2009 sono iniziate le variazioni negative che hanno determinato il saldo complessivo di +4,5 per cento nel decennio intercensuario. Va poi osservato che la consistente contrazione delle risorse umane impiegate nel settore delle istituzioni pubbliche e' legata a vari fattori: dagli interventi normativi che hanno modificato la natura giuridica di alcune istituzioni ai processi di razionalizzazione che hanno comportato diversi accorpamenti fra enti, fino all'introduzione di limitazioni al turnover dei pubblici dipendenti. In termini assoluti, la diminuzione e' pari a 368mila addetti pubblici, di cui 130mila nel ramo dell'Istruzione (-10,3 per cento) e 65mila nel settore della Sanita' e dell'assistenza sociale (-8,6 per cento).

Contestualmente al calo del comparto pubblico, negli stessi due settori di attivita', aumentano gli addetti del non profit (+78mila nell'Istruzione e +123mila nella Sanita' e assistenza sociale) e delle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila), confermando una tendenza alla privatizzazione dei servizi. Rispetto al 2001 gli addetti delle imprese sono aumentati relativamente di piu' nelle Isole (+12,7 per cento), nel Sud (+9,8 per cento) e nel Centro (+7,2 per cento) e in misura assai piu' contenuta nel Nord-est (+4 per cento), mentre rimangono stabili nel Nord-ovest (-0,1 per cento). Gli addetti delle istituzioni non profit presentano un andamento positivo in tutte le ripartizioni geografiche, in particolare nel Nord-est (+56 per cento) e nel Nord-ovest (+47,5 per cento). Consistente e' stato anche l'aumento degli addetti nelle istituzioni localizzate al Centro (+32 per cento), mentre sono piu' contenuti gli incrementi registrati nelle Isole (+25,8 per cento) e al Sud (+12,5 per cento).

Nel comparto delle istituzioni pubbliche, la diminuzione degli addetti e' stata piu' significativa al Sud (-15,9 per cento), al Centro (-13,6 per cento) e nel Nord-ovest (-13 per cento) e piu' contenuta nel Nord-est (-1,4 per cento), mentre le Isole presentano un aumento (+1,4 per cento).

UN SISTEMA SEMPRE PIU' TERZIARIZZATO. Dai confronti intercensuari si conferma la tendenza alla terziarizzazione del sistema produttivo italiano, con il calo dell'occupazione nella Manifattura (-919 mila addetti in totale) e l'incremento nei settori del Commercio, alberghi e ristorazione (+723mila) e dei Servizi alle imprese (+615 mila).

com/rf

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