martedì 17 gennaio | 06:38
pubblicato il 04/dic/2013 13:13

Isee: Cgil, bene ok governo ma attenzione a suoi effetti

(ASCA) - Roma, 4 dic - ''Bene, seppure in ritardo, l'approvazione del nuovo Isee''. Cosi' il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, commenta il via libera da parte del Cdm del nuovo indicatore della situazione economica, sottolineando come ''la riforma era necessaria per risolvere le iniquita' e le inefficienze che caratterizzano l'attuale strumento''. Per la dirigente sindacale ''e' positivo che si assegni un peso maggiore alla componente patrimoniale, sia mobiliare che immobiliare, rispetto al reddito; che si introduca il cosiddetto 'Isee corrente', cioe' il calcolo del reddito attuale effettivo delle persone che in corso d'anno hanno, ad esempio, perso il lavoro; che si introduca un efficace e generalizzato sistema di controlli, la cui assenza permette l'accesso alle agevolazioni agli evasori fiscali e penalizza i contribuenti onesti, e soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati; che si rendano omogenei i criteri di determinazione della capacita' economica delle famiglie in tutto il territorio nazionale''.

Secondo Lamonica, pero', ''ci sono alcuni interrogativi su cui ci aspettiamo risposte chiare, soprattutto sul sistema dei controlli che e' il vero snodo per impedire che la riforma rimanga sulla carta. Giusta e necessaria la previsione dell'acquisizione diretta delle informazioni gia' a disposizione della Pubblica Amministrazione e l'incrocio delle banche dati, ma i tempi di realizzazione previsti (il primo decreto entro un anno, e gli altri?) e l'assenza di risorse destinate alla messa a punto del nuovo sistema, fanno temere che, al di la' delle intenzioni, nei fatti gli evasori fiscali continuino a godere anche dell'inaccettabile privilegio di fruire di servizi e prestazioni che non contribuiscono a finanziare''. Adesso pero', sostiene il segretario confederale Cgil, ''bisogna avere grande attenzione all'effetto che si produrra' sulla condizione delle persone e delle famiglie. In particolare va aperto il confronto tra governo, sistema delle autonomie locali e organizzazioni sindacali, sulla ridefinizione delle soglie che consentono l'accesso alle prestazioni agevolate, perche' va evidentemente impedito che quando entrera' in vigore il nuovo strumento si determini di fatto - conclude Lamonica - un fittizio aumento dei valori che finirebbe per escludere ulteriori fasce sociali dall'accesso a prestazioni e servizi''.

com-fgl/

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