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pubblicato il 04/nov/2015 13:17

Iraq, un'esposizione internazionale per rilanciare l'economia

La Fiera internazionale di Bagdad aperta sino al 10 novembre

Iraq, un'esposizione internazionale per rilanciare l'economia

Bagdad (askanews) - L'Iraq devastato da interminabili decenni di crisi, conflitti, insurrezioni, colpi di Stato, lotte intestine, guerre contro la Repubblica islamica dell'Iran, il Kuwait, il terrorismo internazionale, contro la minoranza sciita, quella curda, quella sunnita, cerca di rimettere insieme i cocci di una società potenzialmente florida, grazie alle rendite delle sue immense risorse petrolifere.

Un segnale di questo tentativo è la Fiera internazionale di Bagdad, aperta sino al 10 novembre prossimo, a cui partecipano 22 paesi e 291 aziende. Si tratta della più importante opportunità offerta al commercio internazionale interessato a trovare clienti e partner in Iraq.

Soprattutto, spiegano con internazionale e puntuale precisione gli organizzatori, alle aziende legate al Business to government, cioè i servizi offerti alla Pubblica amministrazione, a quelle del Business-to-business, il commercio interaziendale, e a quelle del Business to customer, in buon italiano la vendita al dettaglio. Non stupisce, in questa ottica economica, vista soprattutto la storia recente, che il padiglione degli Stati Uniti sia la prima visita obbligata del primo ministro iracheno al termine del saluto inaugurale.

Ma ora, sperando che non sia l'ennesimo fuoco di paglia, anche altri colossi dell'economia mondiale si stanno interessando alle possibilità economiche offerte dall'Iraq.

"La partecipazione del Giappone quest'anno, spiega Omar al-Shammary, responsabile della commissione nipponica per i progetti iracheni, s'incentra sull'ampia gamma di prodotti offerti, dalle auto alle stampanti, dalla fotocopiatrici e alle macchine da cucire sino alle aziende infrastrutturali e a quelle dell'equipaggiamento pesante industriale".

La partecipazione di Tokyo alla Fiera di Bagdad è un indice importante dell'attenzione internazionale che lascia, cautamente, ben sperare per il futuro di una delle nazioni più lacerate e piagate degli ultimi decenni.

(Immagini Afp)

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