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pubblicato il 02/ott/2013 15:35

Intesa Sanpaolo: Gros Pietro, Cucchiani si e' dimesso per bene banca

(ASCA) - Torino, 2 ott - Cucchiani si e' fatto da parte per il bene della banca. Lo ha detto il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, commentando le dimissioni di domenica scorsa dell'ex Ad Enrico Cucchiani, sostituito con Carlo Messina. All'origine della decisione, ha detto Gros-Pietro a margine della presentazione della 29esima indagine promossa dalla banca sul risparmio degli italiani, l'esigenza ''di sviluppare maggiormente il rapporto tra chief executive e i manager di prima linea''. Quanto al caso Zalesky, il finanziere franco polacco a cui la banca ha prestato 1,2 miliardi di cui 800 sono finiti tra i crediti deteriorati, e sulle cui responsabilita' Cucchiani ha preso le distanze, Gros Pietro ha aggiunto che si tratta di varie vicende in cui ''e' impegnato tutto il sistema bancario''. In particolare, ha detto ancora, sulla vicenda Zalesky ''si e' raggiunta una soluzione che e' comune a tutti i creditori bancari e che ha la caratteristica di massimizzare le possibilita' di recuperare i capitali immobilizzati in quei crediti''. ''L'abbandono di Cucchiani - ha detto Gros Pietro - che e' avvenuto con una separazione consensuale e con le dimissioni da lui presentate al consiglio di gestione rispondono a una esigenza del sistema dirigenziale della nostra banca di sviluppare maggiormente il rapporto tra il chief executive e i suoi primi riporti. Cucchiani - ha proseguito Gros Pietro - che e' un manager di altissimo livello internazionale, e che voglio ringraziare anche per la sua disponibilita' a farsi da parte, quando ha capito che era per il bene della banca, ha accettato spontaneamente di lasciare il suo incarico rinunciando anche alla retribuzione come consigliere delegato che gli sarebbe spettata fino alla fine del mandato cioe' a primavera 2016''.

A questo proposto Cucchiani, che resta nell'istituto con il ruolo di direttore generale fino ad aprile 2014 quando maturera' i requisiti per la pensione percepira' per questo periodo circa 900mila euro che si aggiungono alla buonuscita di 3,6 milioni.

''Noi gli abbiamo chiesto di rimanere ancora qualche mese - ha spiegato Gros Pietro - per assicurare una transizione fluida ed efficace in particolare sul terreno a lui piu' congeniale e nel quale e' riconosciuto come una persona di livello mondiale che e' quello dei collegamenti con le istituzioni internazionali della finanza. Sara' a disposizione delle attivita' che gli vorra' chiedere il nuovo Chief executive''.

eg/sam/

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