mercoledì 18 gennaio | 07:52
pubblicato il 02/ott/2013 18:12

Intesa-Sanpaolo: da indagine su risparmio segnali di ripresa

(ASCA) - Torino, 2 ott - Timidi segnali, ma confortanti.

L'indagine sul risparmio di Intesa-Sanpaolo presentata oggi a Torino e giunta alla sua ventinovesima edizione, indica un clima di maggior fiducia rispetto allo scorso anno. La crisi continua a lasciare cicatrici vistose nell'economia delle famiglie, e al loro interno una piu' ampia vulnerabilita' tra le donne, ma rispetto al 2012, quando prevaleva abbattimento e delusione, nel 2013 si scorgono segni di reazione, nella ricerca del lavoro come nella previdenza complementare.

Si ha timore a pronunciare la parola ripresa, ma il chief economist di Intesa Sanpaolo, Gregorio de Felice conferma con le sue previsioni un 2014 positivo (+0,5%) per effetto del ciclo piu' favorevole dei nostri maggiori mercati di sbocco (Usa, Germania e Francia), della ripresa dei pagamenti della pubblica amministrazione (27 miliardi quest'anno, 20 il prossimo con un effetto di spinta sul pil dello 0,5-0,7%), con un impatto limitato della politica fiscale che ha praticamente esaurito i suoi effetti di riduzione del reddito quest'anno e una previsione di incidenza modesta dell'aumento Iva (-0,2 punti sul Pil +0,1% sull'inflazione).

''Potremmo avere toccato il fondo - dice sottolineando il condizionale - il 2013 potrebbe essere l'anno della svolta''.

L'indagine registra tuttavia ancora un'ampia fascia di sofferenza: solo il 39% delle famiglie ha risparmiato una parte del reddito, valutata nell'11% delle entrate. L'Italia non e' piu' il paese formica degli anni passati, in testa alle classifiche sul risparmio: oggi secondo l'Ocse e' al quarto posto. Tuttavia, sottolineano i curatori della ricerca, Giuseppe Russo e Giuseppina De Santis per il focus dedicato alle donne, la quota di chi e' deluso o scoraggiato dalla mancanza di risparmio cala al 28%. L'area della sofferenza insomma, calcolata su sette segmenti omogenei del campione, si concentrerebbe tra le famiglie piu' numerose, a bassa scolarita' con almeno due o tre persone dipendenti da un unico reddito.

Accanto a questi si segnala un 11% di risparmiatori definiti ''Eroi'', famiglie medie che risparmiano soprattutto per i figli, pur in presenza di forti difficolta' oggettive. L'area di chi non risparmia sottolineano i ricercatori, si e' stabilizzata. Era il 61,3% nel 2012, e' ora il 61,1%. Un primo indicatore non negativo. Un secondo viene dall'avvio di azioni per la previdenza integrativa, che coinvolge quasi una famiglia su cinque ed e' in aumento rispetto al 2012. Cresce la fiducia nel risparmio gestito, e cresce piu' della performance ottenuta dai fondi a testimoniare un apprezzamento al sistema in termini di sicurezza piu' ancora che in termini di rendimento. Si comprano meno alloggi, ma l'immobile resta l'investimento piu' gradito, anche se cala il peso della prima casa. Cala l'euroscetticismo mentre le istituzioni europee vengono considerate un presidio per il risparmio.

Infine il focus sulle donne: si evidenzia una maggiore esposizione alla crisi. Per la meta' di loro (8 punti piu' degli uomini) il reddito e' insufficiente o appena sufficiente, il 15,3% non riesce a prevedere il reddito al momento della pensione e solo il 18,3% si aspetta una pensione superiore ai mille euro. Una donna su tre non ha raggiunto l'indipendenza economica, e tra queste un terzo non ce l'ha fatta per mancanza di lavoro o perche' ha un impiego occasionale o parziale. Ma arriva proprio dall'universo femminile il maggior segno di reazione: una su otto considera infatti la crisi come occasione per rimettersi in gioco. ''Il risparmio e' un elemento fondamentale della liberta' - ha dichiarato il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro - perche' consente di separare il momento il momento della produzione del reddito dal momento del consumo. Come banche dobbiamo recuperare la reputazione messa in discussione dalla grandissima crisi del 2008. Siamo in rapporto con 11 milioni di famiglie e il nostro primo dovere e' quello di garantire l'integrita' dei loro risparmi, ma subito dopo viene un dovere di assistenza di questi risparmiatori in un'operazione di innalzamento del contenuto professionale dei nostri collaboratori''.

''Dobbiamo uscire dalla crisi - ha aggiunto - non solo per far ripartire questo strumento di liberta' che e' il risparmio, ma anche per ridare nuovi orizzonti agli italiani e soprattutto ai giovani''.

In questo quadro, ha concluso, Intesa Sanpaolo non intende soltanto essere consulente per i risparmiatori ''ma sempre di piu' la banca che sostiene le attivita' produttive per la crescita''.

eg/sam/ss

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