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pubblicato il 02/lug/2014 15:42

Innovazione: Vicari (Mise) sottosegretario per le smart cities

(ASCA) - Roma, 2 lug 2014 - Sara' il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari a seguire in prima persona il tema delle smart cities. ''Per la prima volta questo governo - ha detto Vicari, intervenendo al convegno organizzato da Enel e Limes ''Smart cities: il futuro delle citta'. Un'opportunita' per l'Italia'' - ha individuato un soggetto politico con delega specifica per le citta' intelligenti. E' un segnale importante che il ministro Guidi ha voluto dare sul piano politico per rimarcare la valenza che puo' avere per il nostro paese questa innovazione dei modelli di governo del territorio. A livello amministrativo non c'e' ancora una direzione specifica, dal canto mio assicuro il massimo impegno e un approccio pragmatico''. La delega, attribuita una decina di giorni fa, attende solo la ratifica ufficiale. Il decreto e' infatti alla registrazione della Corte dei conti. Per il sottosegretario Vicari la priorita' e' un'ampia campagna informativa a livello nazionale e in tempi brevi sulle smart cities ''che porti esempi concreti ai cittadini sui benefici che derivano dalle citta' intelligenti''.

I dati dell'Unione europea - ha sottolineato l'esponente dell'esecutivo - parlano di una popolazione che per il 70% vive nelle citta' dove si consuma la gran parte dell'energia disponibile e dove si ha la piu' alta concentrazione di emissioni di gas. Allora occorre guardare alle citta' in modo nuovo. ''Il concetto di smart - ha detto Vicari - deve avere come finalita' l'umanizzazione della nostra societa', rendendo piu' semplice la vita dei cittadini. Potremmo parlare di ''human smart cities''. Un sistema che funzioni in modo efficiente e che si fondi sulla collaborazione tra tutti i soggetti che vivono il territorio: pubblica amministrazione, cittadini, imprese''. In Italia, ha detto Vicari - che ha alle spalle un'esperienza decennale da sindaco - i progetti sono frammentati ed e' mancato finora un coordinamento, la collaborazione pubblico e privato e' scarsa, come scarsa e' l'interoperabilita' dei dati, mancano criteri di monitoraggio sui progetti per le smart cities, manca una banca dati. Ecco allora dove si deve intervenire, definendo pero' prima di tutto ''una strategia nazionale''.

lcp/

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