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pubblicato il 03/lug/2013 16:10

Ingegneria: Oice, nel 2013 occupazione in calo del 10,5%

(ASCA) - Roma, 3 lug - Per il 2013 l'occupazione nelle societa' di ingegneria risultera' in calo del 10,5%, soprattutto per le difficolta' delle piccole strutture; caleranno anche i nuovi contratti all'estero con un -3,3%; il valore della produzione delle societa' di ingegneria per il 2012, sostenuto dalle societa' oltre i 50 addetti, chiude con un +3,7% e con stime di ulteriore crescita per il 2013.

Sempre male il mercato degli appalti pubblici.

Sono questi i dati principali emersi dalla 29esima edizione della Rilevazione annuale sulle societa' di ingegneria italiane, curata dall'OICE, l'Associazione aderente a Confindustria che raggruppa 460 societa' di ingegneria, con la collaborazione del Cer, Centro Europa Ricerche, che e' stata presentata oggi a Roma presso la sede della C. Lotti & Associati S.p.A.

La Rilevazione, con i dati a consuntivo per il 2012 e previsionali per il 2013 delle societa' di ingegneria pura e di quelle di general contracting, ha messo in luce il ruolo trainante del mercato estero che, per l'anno 2012, riesce piu' che a compensare la caduta del mercato interno e contribuisce notevolmente al valore della produzione degli associati OICE, pari a 2.330 milioni di euro, in lieve aumento (+3,7%) rispetto ai 2.246 milioni di euro del 2011. Il dato positivo, in linea con le stime dell'anno scorso, e' dovuto soprattutto al contributo delle societa' di maggiori dimensioni, oltre i 50 addetti, per le quali la produzione 2012 e' aumentata. Preoccupano viceversa le difficolta' patite soprattutto dalle piccole societa' che, pure mantenendosi sulla quota del 2011, mostrano una riduzione degli addetti nel 2012 del 3,7% (le grandi, invece, incrementano per un 4,3%) e del portafoglio ordini, in riduzione del 13,6 %, bilanciato dagli incrementi, soprattutto e sempre all'estero, delle societa' oltre i 50 addetti.

Le stime della produzione per il 2013 sono, se vogliamo, anche migliori: si prevede di raggiungere quota 2.578 milioni di euro con un incremento sul 2012 pari a circa il 10,7%. Si tratta di un lento recupero verso i lontani valori del passato, anch'esso guidato dalle imprese di maggiori dimensioni e legato al mercato estero (soprattutto Medio Oriente che rappresentera' il 41% del totale della produzione prevista all'estero), che in previsione viene dato in crescita del 38,2%.

Preoccupa nel 2013 il dato sull'occupazione: il numero di addetti diminuira' a 15.428 unita' registrando una contrazione del 10,5% rispetto al dato del 2012. Il valore colpisce soprattutto le piccole societa', piu' esposte con la committenza pubblica italiana, che continua ad essere in forte crisi e con previsioni per il 2013 ancora in calo (con i nuovi contratti che diminuiranno da 717 milioni a 647 milioni di euro), Per il 2013 va inoltre notato il poco confortante dato dei nuovi contratti che gli associati OICE prevedono di acquisire, con una diminuzione, anche all'estero (per un -3,3%), segno che la concorrenza si sta facendo sempre piu' dura e che occorrera' certamente un maggiore impegno e supporto per aumentare la propensione ad ''aggredire'' il mercati esteri da parte delle nostre societa'. Per Luigi Iperti, presidente OICE, le prospettive per il 2013, soprattutto in termini di nuovi contratti devono indurre il Governo ad intervenire rapidamente: ''Occorre, sul mercato domestico, ridurre l'in house engineering, rivedere gli incentivi per i tecnici della Pubblica Amministrazione, limitare l'appalto integrato e attivare tutele per i progettisti nei rapporti contrattuali con le imprese e con le stazioni appaltanti. Ma tutto cio' non sara' sufficiente se, sul mercato estero, non verranno messi in campo ulteriori strumenti di effettivo supporto per le imprese che vogliono intraprendere avventure oltre confine, cosi' come hanno a disposizione i concorrenti europei, visto che e' prevalentemente grazie ai risultati sui mercati esteri che le societa' di ingegneria sono riuscite a ridurre gli effetti negativi della crisi. Occorre pero' evitare che prima ancora di andare all'estero le nostre imprese siano penalizzate da norme assurde come quella che impone di pagare il contributo del 4% a Inarcassa anche sul fatturato estero, rendendo immediatamente non competitive le nostre aziende''. Il sottosegretario alle infrastrutture, Rocco Girlanda, ha affermato l'intenzione del Governo, ''fin dal decreto-legge del fare, di mettere in condizione il settore di avviare una positiva ripartenza, sia con i 2 miliardi di finanziamenti per le infrastrutture, sia con il programma di interventi dei 6000 campanili, perche' alla fine si uscira' dalla crisi e occorrera' arrivare a questo momento con un sistema infrastrutturale all'avanguardia: Per fare cio' dobbiamo pero' valorizzare quella che e' l'intelligenza del settore e quindi l'ingegneria, facendo bene le cose fin dalla progettazione, con costi preventivati delle opere che siano realizzate in tempi certi''.

red/glr

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