mercoledì 25 gennaio | 00:31
pubblicato il 15/lug/2014 11:34

Inflazione: a giugno sfiora zero, ma cresce peso interesse reali (punto)

(ASCA) - Roma, 15 lug 2014 - In Italia, come in gran parte dell'Eurozona, continua la discesa dell'inflazione. A giugno, secondo i dati diffusi dall'Istat, i prezzi al consumo sono saliti rispetto a maggio dello 0,1%, mentre rispetto a 12 mesi fa l'aumento e' di appena il 0,3%. Ad occhio una buona notizia per il Belpaese, in quanto a parita' di reddito nominale se l'inflazione scende dovrebbe aumentare il potere d'acquisto. Sebbene questo venga sterilizzato da un calo della domanda indotto dalla crescente disoccupazione. Poi ci sono i pericoli. Il primo e' rappresentato dall'avvio di una spirale deflazionistica. Il secondo dall'aumento del peso del debito, in quanto il suo valore non viene eroso dall'inflazione. Il terzo, stante l'elevato livello dei tassi di interesse nominali sul debito pubblico, riguarda la preoccupante persistenza di tassi d'interesse reali positivi, cioe' al netto del tasso d'inflazione. Da uno studio pubblicato oggi dal think-tank Bruegel emerge la crescente divergenza nell'andamento dei tassi reali tra i paesi dell'Unione europea. Uno degli effetti della crisi e' stato quello di far scendere i tassi reali di interesse, ma non in tutti i paesi, solo in quelli con prospettive di crescita economica e finanza pubblica solida. In altri, quali l'Italia, i tassi reali di interesse sono invece aumentati. I dati pubblicati da Bruegel coprono gli anni 2009-2013 utilizzando come parametro di riferimento la rilevazione mensile dei tassi sui titoli di stato a due anni al netto del tasso di inflazione. ''I quattro paesi con i piu' alti tassi di interesse reali (Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo) sono quelli che hanno registrato i piu' bassi tassi di crescita economica negli anni di crisi'', e' scritto nel rapporto. In Italia al momento il tasso sui titoli a due anni e' pari allo 0,61%, depurato del tasso di inflazione annua (+0,3%), il tasso reale d'interesse e' positivo e pari +0,31%. Al contrario in Germania, il rendimento dei titoli di Stati a due anni e ' dello 0,1%, depurato dell'inflazione annua (+1,0%), il tasso reale d'interesse e' negativo e pari a -0,9%. I paesi che sono invece andati bene in termini di crescita economica, quali Germania, Gran Bretagna, Austria, Francia, hanno tutti registrato tassi reali negativi, nulli o frazionalmente positivi. ''Il fatto che gli interessi reali siano diventati negativi in Germania e Regno Unito suggerisce che tassi reali piu' bassi offrano maggiori opportunita' di crescita economica'', scrivono Noah Garcia e Guntramm B. Wollf, economisti del think-tank. men/sam/alf

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