giovedì 08 dicembre | 15:30
pubblicato il 01/set/2015 13:50

Industria Cina perde colpi mentre Eurolandia mantiene slancio

Assunzioni al top da 4 anni, ma Francia debole e Italia frena

Industria Cina perde colpi mentre Eurolandia mantiene slancio

Roma, 1 set. (askanews) - Industria della Cina in contrazione, laddove complessivamente l'area euro ha mantenuto lo slancio ad agosto, trainata dalla Germania, e anzi con i livelli di assunzioni nel manifatturiero saliti ai massimi da quattro anni. Tuttavia restano sacche di debolezza, secondo le indagini condotte tra i responsabili degli approvvigionamenti delle imprese. Oltre alla "solita" Grecia, resta in affanno anche la Francia, mentre in Italia i forti risultati di luglio sono stati seguito da una moderazione, pur restando in una dinamica espansiva.

Il Purchasing managers' index (Pmi) generale sulle aziende del manifatturiero di tutta l'area euro si è attestato a 52,3 punti ad agosto, secondo la società di ricerche Markit Economics, quasi invariato dai 52,4 punti di luglio. In questa indagine i 50 punti sono la soglia limite tra crescita e calo dell'attività.

L'indice Pmi relativo alle aziende dell'Italia è sceso a 53,8 punti, dai 55,3 di luglio che avevano rappresentato il massimo da 51 mesi. A 48,3 punti sulla Francia l'indicatore si è attestato ai minimi da 4 mesi, in Grecia ha invece segnato un lieve miglioramento ma restano a valori molto deboli, 39,1 punti. In Germania, infine, l'indice si è rafforzato a 53,3 punti, massimo da quasi un anno e mezzo.

Secondo Rob Dobson, economista di Markit "l'indagine di agosto, oltre a mostrare segnali di forza nei mercati interni di alcune nazioni, ha riportato miglioramenti per quanto riguarda la domanda estera. Gli ordini destinati al mercato estero sono aumentati ad un tasso più veloce, anche se dovremmo aspettare per vedere se le preoccupazioni circa le recenti turbolenze in Cina avranno un impatto sui dati dei mesi futuri".

E proprio dalla Cina oggi sono giunti dati tutt'altro che rassicuranti. Il relativo indice Pmi è calato a 47,3 punti, il minimo da sei anni e mezzo a fronte dei 47,8 punti di luglio. Il Dragone, già coinvolto da pesanti correzioni dei mercati finanziari, sembra coinvolto in una fase di rapido rallentamento della crescita. I questi dati sembrano aver contribuito a innescare nuove correzioni al ribasso delle Borse, che partendo dall'Asia sono proseguite in Europa e fanno presagire netti cali anche a Wall Street.

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