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pubblicato il 04/giu/2013 17:39

Indesit: Uilm, azienda ha annunciato 1.425 esuberi. Governo intervenga

(ASCA) - Roma, 4 giu - ''A colpirci non e' solo l'altissimo numero di esuberi, ma anche la paura che questo sia il penultimo passo per un definitivo smantellamento della produzione, con danni gravissimi per l'intera economia nazionale. Siamo dinanzi ad una vera e propria crisi di sistema: per questo chiamiamo in causa anche il Governo''.

Cosi' Gianluca Ficco, coordinatore nazionale della Uilm del settore elettrodomestici rispetto al piano di riorganizzazione che Indesit ha presentato ai sindacati. ''Ora Fim, Fiom, Uilm - spiega Ficco - decideranno, riuniti in coordinamento, le azioni da intraprendere ed il modo di coinvolgere le Istituzioni''.

Indesit ha annunciato 1425 esuberi cosi' suddivisi: 25 dirigenti e 150 impiegati di staff; gli altri 1250 nelle fabbriche, che attualmente contano 2.400 addetti (i dipendenti totali in Italia, compresi gli staff, sono invece circa 4.000), di cui 480 nel polo produttivo di Fabriano (Ancona), 230 nello stabilimento di Comunanza (Ascoli), e 540 nel polo produttivo di Caserta.

Il Piano Indesit prevede 70 milioni di investimenti e diversi spostamenti produttivi nel triennio 2014-2016.

''Fabriano (Ancona) - sottolinea il sindacalista della Uilm - perderebbe la produzione dei piani cottura, di cui 300.000 andrebbero delocalizzate all'Est e 400.00 a Caserta; di conseguenza Melano, uno dei due siti di Fabriano, chiuderebbe e resterebbe solo Albacina, l'altro sito di Fabriano, che resterebbe specializzato nei forni ad incasso. Caserta perderebbe la produzione di lavatrici, che verrebbe delocalizzata ad Est, ma conserverebbe la produzione di frigoriferi ad incasso ed aggiungerebbe 400.000 piani di cottura ad incasso importati da Fabriano; di conseguenza chiuderebbe Teverola, uno dei due siti di Caserta, e resterebbe solo Carinaro, l'altro sito di Caserta. Anche lo stabilimento di Ascoli perderebbe una parte della produzione di lavatrici, concentrandosi solo sull'alto di gamma''.

Le motivazioni addotte da Indesit: calo dei consumi (in Europa il mercato degli elettrodomestici ha perso rispetto al 2007 il 9%, in Italia addirittura il 23%); forte pressione sui prezzi di vendita, che sono sostanzialmente fermi o calanti dal 2007; aggressione dei produttori asiatici, soprattutto Turchi e Coreani, che stanno sottraendo quote ai produttori europei anche sull'alto di gamma.

''Noi non ci stiamo'' ha concluso Ficco.

red/glr

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