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pubblicato il 19/giu/2014 16:45

Inaf: Giornata Trasparenza, ricerca d'eccellenza a livello Nobel

Inaf: Giornata Trasparenza, ricerca d'eccellenza a livello Nobel

(ASCA) - Roma, 19 giu 2014 - ''L'Inaf ha ben compreso il significato e la portata del termine Trasparenza, che non deve essere statica ma dinamica e che deve sempre essere affiancata dall'assunzione di responsabilita'''. Cosi' il direttore generale dell'Istituto nazionale di astrofisica, Umberto Saraceno, ha chiuso la Giornata della Trasparenza dell'Inaf, vera occasione di confronto interno ed esterno sullo stato dell'arte dell'Ente ed in generale della Ricerca scientifica italiana. Un'eccellenza, ''di cui andare fieri, che vince all'estero e che meriterebbe i caroselli in piazza come quando vince la nazionale di calcio'', ha ribadito il presidente dell'Inaf Giovanni Bignami. I dati presentati durante i lavori oggi a Roma parlano d'altronde chiaro: per numero di pubblicazioni, il lavoro dei ricercatori targati Inaf colloca l'istituto al quarto posto in questo speciale ranking mondiale. Una posizione che in virtu' dello stesso indice ''H'', cioe' del parametro stabilito dallo scienziato Jorge E. Hirsch della University of California di San Diego per quantificare la prolificita' e l'impatto del lavoro degli scienziati basandosi proprio sul numero delle loro pubblicazioni ed il numero di citazioni ricevute, vede circa 50 ricercatori Inaf con lo stesso livello medio degli scienziati che in passato hanno vinto i Nobel per la Fisica. Il tutto nonostante in Italia la percentuale di investimento rispetto al Pil sia dell'1,1, la piu' bassa nella Top ten dei migliori al mondo, anche se questo i ricercatori italiani vorrebbero non dirlo ipotizzando gia' una risposta del tipo ''se siete cosi' bravi non e' importante investire di piu'''. E' giusto il contrario, invece: la Giornata della Trasparenza e' servita cosi' all'Inaf anche per lanciare un appello alle istituzioni, per rivedere ad esempio le politiche di turn over che oggi vedono giovani con assegno di ricerca con possibilita' di rimanere fino a 4 anni e assunti a tempo determinato fino a 5. Poi vanno via, all'estero, preparati bene dalle risorse italiane ed al servizio invece della ricerca di altri Paesi. ''Una politica suicida - l'ha definita il vicepresidente del Cda dell'Inaf, Monica Tosi, nell'illustrazione del Pta 2014-2016 - che sta portando la ricerca italiana al collasso''. L'invito, forte, ad una vera e specifica ''politica per la ricerca'' e' stato peraltro accolto dal sottosegretario alla P.A. ed alla Semplificazione, Angelo Rughetti: ''Il tema della Ricerca, fondamentale per il Paese sara' al centro di un consiglio dei ministri dedicato - ha detto Rughetti - con massima attenzione proprio alle risorse ed alla quesione del capitale umano''.

gbt

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