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pubblicato il 04/dic/2014 11:41

In corso direttorio Bce, euro sotto 1,23 a minimi oltre due anni

Attese su segnali Draghi alle 14.30

In corso direttorio Bce, euro sotto 1,23 a minimi oltre due anni

Roma, 4 dic. (askanews) - Euro ai minimi da quasi due anni e mezzo, mentre da stamattina è in corso il Consiglio direttivo della Bce, chiamato a confrontarsi con un nuovo deterioramento del quadro economico. L'attività delle imprese ha segnato un rallentamento ai livelli più bassi da un anno e mezzo, mentre sull'inflazione ritenuta già pericolosamente debole si sono create altre pressioni ribassiste con i cali di petrolio e materie prime.

Non sono attese variazioni sui tassi, da settembre bloccati al minimo storico dello 0,05 per cento, l'annuncio ufficiale avverrà alle 13 e 45. Ancora una volta l'attenzione sarà maggiormente focalizzata sulla conferenza stampa esplicativa del presidente Mario Draghi, alle 14 e 30. Illustrerà le previsioni aggiornate dei tecnici della Bce su crescita economica e inflazione.

Sull'ipotesi di nuove misure contro il quadro di debolezza, generalmente gli analisti prevedono che la Bce prenda altro tempo. Tuttavia Draghi potrebbe voler favorire il cementarsi di attese sui mercati di ulteriori mosse future della Bce. Di recente l'istituzione monetaria ha moltiplicato le indicazioni sulla possibilità di interventi straordinari più energici, in particolare con l'ipotesi di un massiccio piano di acquisti, stavolta esteso ai titoli di Stato. Attese che hanno controbuiti a moderare l'euro, sceso stamattina sotto quota 1,23 dollari per la prima volta da agosto 2012.

Ma sembra volerci ancora del tempo prima che l'Eurotower si giochi "l'ultima carta" di un Quantitative Easing vero e proprio, intanto per verificare - come sempre affermato - quali saranno stati gli effetti concreti delle misure già prese. Poi per evitare fratture interne. Gli sforzi di Draghi e del suo vice volti a spianare la strada a nuove misure rischiano di sollecitare il fronte dei governatori meno favorevoli, o addirittura ostili alla manovra. Oltre a Jens Weidmann, l'intransigente capo della Bundesbank, la scorsa settimana moniti in tals enso sono giunti anche dalla sua ex collega Sabine Lautenschlaeger, componente del Comitato esecutivo della Bce.

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