martedì 06 dicembre | 19:46
pubblicato il 28/gen/2016 18:47

In Borsa affondano le banche, dal 2 gennaio bruciati 25 mld

Un'altra giornata nera per gli istituti di credito

In Borsa affondano le banche, dal 2 gennaio bruciati 25 mld

Roma, 28 gen. (askanews) - Più che un listino azionario sembra un bollettino di guerra. Un'altra giornata nera per le banche italiane che scontano le incertezze degli investitori sulla soluzione definita tra Roma e Bruxelles per lo smaltimento dei crediti deteriorati.

Da inizio anno l'indice azionario delle banche accusa un tonfo di quasi il 9% mandando in fumo oltre 25 miliardi di euro in termini di capitalizzazione per le principali 10 banche quotate a Piazza Affari. Ma rispetto a fine novembre, in coincidenza con l'intervento su Banca Etruria, Carichieti, Banca Marche e Cariferrara, l'indice di riferimento ha lasciato sul terreno il 27,4%. Un conto salatissimo per il sistema bancario. Il tanto atteso accordo tra l'Italia e la Commissione europea per risolvere il problema dei 205 miliardi di euro di sofferenze non ha prodotto, almeno per il momento, un rasserenamento del clima che si respira in Borsa sul comparto del credito.

Anche oggi banche nel mirino della speculazione. La Borsa di Milano ha chkiuso la seduta con uno scivolone del 3,50% ma l'indice bancario accusa un crollo del 5,74% con raffica di sospensioni per eccesso di ribasso. Bpm maglia nera con un calo di quasi il 10%, ribassi che hanno sfiorato l'8% per Mps, Bper, UniCredit cede il 6,50%, Ubi il 5,85% e Intesa Sanpaolo il 5%. E scivolone del 5% anche per Carige.

L'accordo è positivo, affermano alcuni trader, ma ancora non ci sono gli elementi di dettaglio per capire gli effetti sul sistema bancario. Alcuni analisti hanno iniziato ad esercitarsi. Morgan Stanley ad esempio in un report indica che il totale degli asset dei crediti deteriorati conferiti nei vari Spv oscillerà tra 40 e 70 miliardi di euro con un costo annuale della garanzia pubblica tra 300 e 500 milioni di euro a carico del sistema.

La seduta sul mercato azionario è stata molto negativa anche nel resto d'Europa con l'indice Eurostoxx 50 che perde quasi il 2%. Francoforte perde oltre il 2% mentre Parigi e Londra limitano la flessione a un -1,50%. Le vendite oltre ai bancari si sono concentrate sui settori industriali. In controtendenza il settore petrolifero grazie al vistoso recupero del prezzo del petrolio con il Brent che si è riportato sopra la soglia dei 35 dollari al barile.

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