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pubblicato il 27/mar/2014 11:56

Imprese: WSJ, norme Cda 'puliti' non adatte a lentezza giustizia Italia

(ASCA) - Roma, 14 mar 2014 - La richiesta del governo italiano di inserire negli statuti delle societa' controllate norme che obblighino ad espellere i consiglieri di amministrazioni inquisiti andrebbero valutate con attenzione perche' non si adattano alla lentezza del sistema giudiziario e aumenterebbero la presa del governo sulle imprese. Lo scrive il Wall Street Journal secondo il quale regole dettate ''dalle migliori intenzioni'' rischiano di ''legare le mani ai Cda''.

''Sembra tutto ragionevole'' scrive il quotidiano finanziario ''L'Italia delle imprese non e' certo estranea agli scandali; Finmeccanica, gruppo industriale controllato dallo Stato, e' alle prese con vari casi di corruzione che coinvolgono i suoi ex dirigenti. E il primo ministro italiano Matteo Renzi si e' impegnato a ridurre la presenza di un ingombrante governo, a combattere la corruzione e rendere l'Italia un paese facile in cui fare business''.

''Ma - secondo il WSJ - tali norme non si adattano facilmente alla lungaggine del sistema giudiziario stratificato italiano. Solo questo mese, la massima Corte italiana ha confermato le condanne relative al crollo del gruppo alimentare Parmalat avvenuto nel 2003. Chiedere ai consigli di estromettere i consiglieri prima che un primo verdetto di colpevolezza sia pronunciato potrebbe creare problemi se le accuse cadessero o se gli accusati fossero assolti''.

Oltre a questo ''scavalcare il ruolo del CdA nel giudicare come e quando rimuovere i consiglieri coinvolti in questi casi e' un modo singolare di rafforzarli nelle loro funzioni di custodi della corporate governance. Un consiglio puo' scegliere di rimettere la rimozione di un suo compenente al voto degli azionisti ma questo potrebbe, date le condizioni attuali, essere pesantemente influenzato dal voto del governo. Il governo nomina gia' i due terzi dei consiglieri di aziende come Eni ed Enel. Tale misura, quindi, puo' rafforzare le preoccupazioni circa l'influenza della politica italiana sulle piu' grandi aziende italiane''.

fgl/

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