venerdì 24 febbraio | 12:14
pubblicato il 29/apr/2014 20:08

Imprese: Mameli (Intesa SP), miglioramento fiducia oltre le attese

(ASCA) - Roma, 29 apr 2014 - La fiducia delle imprese manifatturiere e' salita ancora ad aprile, a 99,9 da 99,3 di marzo. Il dato e' superiore alle aspettative di consenso.

L'indice si conferma ai massimi da giugno del 2011. E' quanto indica Paolo Mameli, senior economist del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo.

Da notare, come gia' visto nell'indagine di fiducia dei consumatori, l'ulteriore miglioramento, dopo il balzo del mese scorso, delle aspettative sull'andamento dell'economia in generale (a -2 da -7 di marzo e da -17 di febbraio: si tratta di un massimo da quasi 7 anni); in sostanza, sia le imprese che le famiglie sono piu' ottimiste circa l'evoluzione futura del ciclo economico generale, ma riscontrano miglioramenti ancora marginali per la propria posizione reddituale corrente. Da notare anche che le aziende non mostrano negli ultimi mesi, a differenza delle famiglie, un'evoluzione meno negativa delle attese sull'occupazione (anzi in calo a -8 ad aprile da -6 di marzo, in linea con la media dei mesi precedenti). Stabili le valutazioni sulle scorte (giudicate solo lievemente al di sotto del livello ''normale'').

Il dettaglio mostra che l'andamento del morale delle imprese manifatturiere e' molto differenziato sia per raggruppamenti principali di industrie che per area geografica. Infatti il miglioramento di morale e' guidato dal settore dei beni strumentali (dove l'indice sale di ben un punto e mezzo), mentre appena apprezzabile e' l'aumento della fiducia dei produttori di beni di consumo. Inoltre, si nota una divergenza tra fiducia in aumento al Nord e viceversa in calo sia al Centro che al Sud. Indicazioni meno confortanti giungono dalle consuete domande trimestrali sulla capacita' produttiva: il grado di utilizzo degli impianti e' sceso a 71,8% nel 1* trimestre 2014 (da 72,6% del trimestre precedente), ed e' salita (dal 35% al 39%) la quota di imprese che segnala la presenza di ostacoli all'attivita' produttiva (in particolare di quelli legati all'insufficienza di domanda). Oltre che all'interno del manifatturiero, l'andamento della business confidence risulta molto disomogeneo anche tra i diversi macro-settori. Infatti il morale delle imprese, se migliora nell'industria (come detto) e (in misura rilevante, da 94,5 a 98) nel commercio al dettaglio (forse sulle aspettative di una ripresa dei consumi trainata dagli sgravi Irpef), viceversa peggiora (di quasi un punto) sia nei servizi di mercato che nelle costruzioni; per queste ultime l'indice di fiducia, per il secondo mese consecutivo in calo in controtendenza rispetto al manifatturiero, si attesta a 74,8 (contro una media di 100 nel 2005), confermandosi ancora lontano dall'uscita dalla recessione. Di conseguenza, l'indicatore sintetico dell'Istat sulla fiducia delle imprese, dopo cinque mesi consecutivi di miglioramento, ha fatto segnare una battuta d'arresto, a 88,8 da 89,5 di marzo.

''In sintesi, riteniamo che l'aumento, superiore alle attese, dell'indice di fiducia delle imprese manifatturiere sia piu' importante del calo dell'indice composito, in quanto il primo si e' dimostrato in passato piu' affidabile nel prevedere in anticipo i punti di svolta del ciclo. In sostanza - rileva l'economista di Intesa Sanpaolo - il dato non modifica il trend di recupero per l'attivita' produttiva ed e' coerente con la nostra previsione di una prosecuzione della ripresa sia per la produzione industriale che per il PIL nella prima meta' del 2014. Peraltro, la ripresa resta molto disomogenea fra settori e aree geografiche, e ci vorra' tempo prima che il recupero sia diffuso. In particolare sembra di poter dire che e' ancora presto per vedere un significativo miglioramento del mercato del lavoro, nonche' dell'attivita' produttiva nelle costruzioni''.

red/did/

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