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pubblicato il 12/nov/2014 18:27

Imprese italiane in Kazakistan, action act per sviluppo business

Grandi potenzialità nei settori non oil, allo studio voli diretti

Imprese italiane in Kazakistan, action act per sviluppo business

Roma, (askanews) - Le imprese italiane guardano al Kazakistan come a un mercato con grandi potenzialità. Il dinamismo economico degli ultimi anni e l'intenzione del governo kazako di diversificare la sua base industriale, riducendo la dipendenza dal settore petrolifero, rendono il Paese centro-asiatico un mercato al quale le aziende italiane guardano con crescente interesse.

Il piano di sviluppo ha infatti rilanciato maggiori investimenti pubblici anche nel settore agricolo, delle infrastrutture, dei trasporti e dell'abbigliamento, ampliando così le occasioni di partnership tra i sistemi industriali dei due Paesi, già consolidate nel settore energetico.

La missione imprenditoriale organizzata da Governo, Confindustria e Ice ha prodotto un "action act" di 18 mesi per aumentare le opportunità di business nei settori non-oil, come spiega il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, alla guida della missione ad Astana e Almaty, rispettivamente nuova e vecchia capitale del Kazakistan.

Il mercato kazako è potenzialmente di grande rilevanza.

Con un flusso di export pari a oltre 700 milioni di euro nel 2013, l Italia è il secondo maggiore esportatore europeo in Kazakistan, dopo la Germania, e il sesto a livello globale.

Ad oggi, però, l'export italiano verso il Kazakistan vale solo il 2%. L'obiettivo, dice il vicedirettore generale di Confindustria, Daniel Kraus, è di portarlo al 5% in pochi anni.

Il business forum, aperto dal primo ministro kazako, Karim Masimov, è stato caratterizzato da seminari settoriali, sessioni di incontri bilaterali e da visite a significative realtà produttive locali. Le imprese italiane hanno potuto constatare le opportunità offerte da un mercato diventato più sofisticato rispetto al passato, dove oggi nulla è scontato. Un mercato che guarda con grande attenzione ai prodotti del made in Italy, ma che richiede sempre maggiore qualità.

Dal primo gennaio prossimo partirà l'unione economica euro-asiatica con Russia, Bielorussia e Kazakistan, che attirerà più investitori in un mercato di circa 170 milioni di persone. Per l'Italia sarà una sfida importante. A ricordarlo è l'ambasciatore italiano ad Astana, Stefano Ravagnan.

Per supportare le imprese in questa sfida, e anche per alimentare i flussi turistici tra i due Paesi, le autorità italiane e kazake stanno lavorando alla realizzazione, entro il prossimo anno, di collegamenti aerei diretti tra l'Italia e il Kazakistan. L'Ice ha intenzione di mettere in campo un investimento promozionale per favorire questo progetto, come annuncia il presidente Riccardo Monti.

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